Pochi giorni orsono Pedro Escudero Moreno, direttore dell’omonimo museo di Madrid, ha contattato il compositore di Taggia Marco Reghezza, per chiedere una foto firmata e con dedica del musicista da esporre nella sua collezione. Il museo “Escudero” è la più grande collezione privata al mondo di foto, locandine ed altro materiale autografato da famosi personaggi dello sport, del cinema, della politica, della scienza e delle varie arti. Si possono visionare le firme di astronauti, di premi Nobel, di campioni olimpici e mondiali e di coloro che hanno avuto un’importanza riconosciuta unanimemente nel loro campo. La foto inviata dal musicista ligure, con allegata anche una partitura dedicata al museo, entrerà a far parte della sezione riservata ai compositori italiani. Il legame musicale di Reghezza con la Spagna è iniziato nel 2007 con l’ottenimento del 1° Premio nell’ultima edizione del concorso internazionale “Francisc Civil” (Girona). Era poi proseguito con la possibilità di avere prime esecuzioni a Valencia, Castellon De La Plana, alla Fondazione “Rodrigo” ed alla “Tienda Ramirez” di Madrid, ad Avila per le celebrazioni per il 500esimo della nascita di Santa Teresa, grazie alla chitarra di Piero Bonaguri.

Per giungere più recentemente alla commissione dell’opera lirica “Magallanes” richiestagli dal direttore della Fondazione Reale di Siviglia “Atarazanas”, José Nunez De La Fuente, per il 500enario della prima circumnavigazione della Terra effettuata da Magellano. Oggi l’opera, composta poi insieme a Giovanni Scapecchi, già presentata a Papa Francesco, è progetto di interesse nazionale dei governi spagnolo e portoghese e vede coinvolti artisti come Placido Domingo, Gustavo Dudamel, Israel Lozano, Carlos Alvarez, Luciano Miotto, Sachika Ito, …

Per info: https://www.operamagallanes.com/

L’emergenza sanitaria, purtroppo, ha bloccato tutte le attività musicali rimandandone per ora la messa in scena in teatro.

Reghezza, direttore dell’OpenOrchestra, è docente di Teoria, Analisi e Composizione presso il Liceo Musicale “Bruno” di Albenga.