Si sposta da Genova a Roma il procedimento penale per la Senatrice Daniela Santanchè, indagata per diffamazione e istigazione all’odio razziale

  • Disse: “Il 90 per cento delle donne che arrivano in Italia vanno a fare le puttane sulle strade!” –

È passato nelle mani delle Autorità giudiziarie di Roma il fascicolo inizialmente aperto dalla Procura di Genova che vede indagata per diffamazione, propaganda e istigazione all’odio razziale la Senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Garnero Santanchè per aver dichiarato a novembre 2019 e nel corso di una puntata di Carta Bianca su Rai 3, più volte che “il 90 per cento delle donne che arrivano in Italia vanno a fare le puttane sulle strade!” Il Pubblico Ministero Fabrizio Givri ha aperto un’indagine penale a Genova che oramai è gestita a Roma ed attualmente dal Magistrato Eugenio Albamonte.

«Non è tollerabile che noi Donne, in particolare Donne Migranti, veniamo trattate con questa superficialità da una Rappresentante dello Stato italiano» – sottolinea la denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” – «In realtà dalle statistiche ufficiali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, così come dai dati ISTAT, risulta che, ad esempio nell’anno 2016 le donne straniere in Italia erano 2.644.666, e di queste le vittime accertate di tratta ai fini di prostituzione erano pari ad appena lo 0,28 per cento del totale, molto lontano quindi dall’incredibile 90% difeso dalla Senatrice Santanchè. Parole tanto offensive e diffamatorie come quelle fanno male, ancor più perché rilanciate il giorno dopo sul profilo Twitter della Senatrice, a conferma che non si era trattato di una reazione d’impulso ma di una convinzione presentata come verità: ne erano seguiti centinaia di commenti del tipo: «Brava Daniela la verità fa molto male a queste…» ed ancora: «È proprio come dice Lei, invece. Chi lo nega è complice.»

È una vergogna.

Oggi uno speciale Ringraziamento vorrei dedicarlo alla Conduttrice Bianca Berlinguer» – continua la Matikj – «perché durante la trasmissione aveva negato il fatto e ci aveva dunque difese.

Tra noi Donne ci si aspetta la Solidarietà, anche per quelle Donne che sono state vittime di stupri come ad esempio in Congo, dove violentarle è equivalente ad un’arma di guerra per sottometterle tutte.

Speriamo che questo increscioso episodio, che se fosse passato in silenzio avrebbe potuto esporre migliaia di Donne ad atti discriminatori e di bullismo nelle scuole e sui posti di lavoro, venga punito e che in Italia non si ripeta mai più.»