La Sanremese comunica ai propri tifosi di aver ricevuto dalla Procura Federale della FIGC il deferimento a seguito della vicenda che ha visto coinvolto l’ex calciatore Alex Gagliardini in merito ad una sua squalifica, non scontata, comminatagli per la Coppa Italia di Serie D il lontano 2.9.2016 ed eccepita a fondamento della richiesta di sconfitta “a tavolino” dalla Folgore Caratese in occasione delle semifinale di andata dello scorso anno.
Come è noto, la Sanremese si è sempre regolarmente difesa davanti agli Organi della Giustizia sportiva evidenziando che la stessa, seppur con la massima diligenza, non poteva avvedersi di una squalifica così antica, anche e soprattutto alla luce del fatto che il medesimo calciatore non ne aveva fatto menzione e che, nelle stagioni successive, aveva comunque regolarmente preso parte a tante altre partite di Coppa Italia senza che nessuno rilevasse alcunché.
Purtroppo, però, nonostante tali evidenze, oltre al risultato sportivo, la Sanremese ha dovuto risponderne anche a livello disciplinare per responsabilità diretta ed oggettiva.
Nei giorni scorsi, il nostro difensore ha convenuto con la Procura Federale, resasi sensibile e comprensiva nel valutare la trasparenza della posizione in cui la Società si è trovata, una proposta di patteggiamento che, oltre ad una sanzione economica ed all’inibizione del Presidente Glauco Ferrara e del Dirigente Paolo Francione, prevederà anche l’applicazione di due punti di penalizzazione in classifica. Tale proposta congiunta sarà valutata, e decisa, dal Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, in occasione dell’udienza che si terrà a Roma il 4 agosto.
La Società non può che rammaricarsi per una sanzione che, a proprio parere, rappresenta la beffa oltre al danno ma, allo stesso tempo, dura lex sed lex, e quindi non può che diligentemente sottomettersi alla normativa federale applicabile nel massimo rispetto delle istituzioni federali e delle decisioni che verranno assunte, consapevole di aver agito sempre nella massima trasparenza ed agendo, in tutte le sedi opportune, per la tutela delle proprie ragioni e per il riconoscimento della propria buona fede.