“Il Governo scappa dai suoi impegni, e senza alcuna vergogna ammette che nessuno dei pedaggi autostradali in Liguria è stato ridotto come promesso otto mesi orsono”. E’ quanto dichiara in una nota il deputato azzurro Giorgio Mulè a margine del question time in commissione Ambiente.”Abbiamo chiesto al Governo come intende rispettare l’impegno assunto con noi e con i cittadini liguri nel corso dell’esame del decreto Genova per ridurre, con apposite convenzioni, i pedaggi in Liguria di A7, A10 e A26, ma come al solito – sottolinea Mulè – la risposta è stata deludente se non offensiva. Il 2018 è stato un anno nefasto per Genova e per la Liguria, colpite prima dal tragico crollo del Ponte Morandi, che ha sostanzialmente spezzato in due la regione, e poi dal maltempo, ma a Toninelli non interessa, per lui l’importante è minacciare Atlantia, i Benetton e Autostrade per l’Italia senza muovere un dito concretamente per chi vive sul territorio ligure”.”Sul Decreto Genova Forza Italia è stata corretta, ha sostenuto una conversione veloce e evitato ogni tipo di polemica per supportare al meglio la popolazione già gravemente colpita. Cionondimeno abbiamo mantenuto dritta la barra sulle esigenze dei genovesi e dei liguri tutti, delle famiglie e delle imprese, e in tal senso abbiamo avanzato una serie di proposte come quella di stipulare convenzioni apposite  con AISCAT (Associazione italiana società concessionarie e trafori) per riconoscere ai residenti nel territorio della regione Liguria, a quanti lavorano o studio nelle province di Genova, Savona e Imperia, una agevolazione tariffaria sui pedaggi delle autostrade A7, A10 e A26. Il Governo si è impegnato ad assumere ogni iniziativa valida in tal senso ma a distanza di otto mesi e con la stagione estiva ormai avviata il Ministro Toninelli non ha prestato la minima attenzione al riguardo lasciando chi lavora, le famiglie, le imprese e i turisti a subire i disagi di una viabilità rallentata, spezzata, con il rischio di vedere aumentare i costi e, peggio ancora, con il pericolo paventato dalla stessa AISCAT e da Confindustria di ricadute in termini di investimenti e manutenzione delle stesse infrastrutture per l’adozione unilaterale da parte dell’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) del nuovo sistema tariffario di pedaggio”.