“Per guardare con sicurezza al futuro ritengo utile e necessario insegnare ai bambini l’amore per la terra – sostiene Marco Damele – Per meglio interessarli ai misteri della natura, della riproduzione, della germinazione dei semi e della botanica in generale, occorrerebbe dedicare loro un tratto del giardino della scuola o del terrazzo di casa dove poter “iniziarsi” all’agricoltura incominciando a capirne misteri e bellezza.
Il futuro del nostro pianeta non passa attraverso internet o o i social ma attraverso un modello culturale che metta i bambini al centro di un progetto chiamato Agricoltura. Educare i bambini attraverso l’agricoltura, insegnare a seminare, a sporcarsi le mani con la terra, a raccogliere frutta e verdura direttamente dalle piante! Il ricambio generazionale nel nostro settore coincide con la conoscenza e rispetto del nostro mondo vegetale
Conoscere le piante significa innanzitutto capirle. E non è facile e immediato come si potrebbe credere. La città, la vita moderna , i nuovi ritmi sociali ed esistenziali hanno reso precaria la conoscenza, lo spirito d’ osservazione e la riflessione ogni volta che ammiriamo un fiore o mangiamo un frutto od una verdura. Per noi tutti le piante, nella loro straordinaria varietà di esemplari, hanno significato difesa, protezione, cura, alimento, sopravvivenza, bellezza, passione , amore, ma non ne capiamo quasi sempre l’importanza e siamo abituati a non  conoscerne i nomi. La storia dell’umanità dovrebbe essere riscritta attraverso quella di ogni singola pianta, anche dedicando in ogni città vie e piazze a fiori, piante ed alberi”. 

Marco Damele, perito agrario e scrittore con una specializzazione sulle tecniche di gestione e coltivazione biologica e biodinamica e imprenditore agricolo di Camporosso, è protagonista da oltre vent’anni nel mondo della floricoltura del ponente ligure. Dai premi nazionali e internazionali ricevuti per la sua coltivazione di verde ornamentale, dopo un arricchimento professionale alla guida dei giovani agricoltori, ha orientato l’attività dell’azienda sulla ricerca e coltivazione delle antiche varietà orticole, di cui per via della moda, dei gusti e della richiesta di mercato si erano letteralmente perse le tracce. In particolare ha studiato e reintrodotto la cipolla egiziana ligure (Allium cepa viviparum), diventata in poco tempo preziosa ed autentica testimone della biodiversità del Ponente ligure. Marco oggi è un contadino moderno, un custode della biodiversità, titolare di un’azienda all’avanguardia orientata al futuro che alterna alla coltivazione, anche una ricca attività di incontri e conferenze in giro per l’Italia.