Il Sindaco mi ha chiesto perché non ho firmato la mozione. Semplicemente perché non ero presente a Ventimiglia, ma la ritengo condivisibile e la voterò.

Sembra che le cose stiano cambiando. In questi giorni si sta procedendo alle modifiche del trattato di Dublino, in modo tale che non sia solo il nostro Paese a farsi carico dei migranti. Tutti coloro che hanno parenti consanguinei in altri Paesi UE, potranno chiedere il ricongiungimento, con conseguente attenuazione della pressione sul nostro territorio.

Quel che mi ha sorpreso è stato il voto contrario del M5S. E dire che qualche mese fa era venuto a Ventimiglia il vicepresidente della commissione parlamentare sui migranti, M5S, a constatare di persona la situazione in cui versa la nostra città e a raccontarci che avrebbe fatto il possibile per cercare di risolvere, o migliorare la situazione locale.

Mi ha altrettanto stupito l’astensione della Lega, che sta improntando gran parte della campagna elettorale su tale problema. Nondimeno l’uscita dell’ex Assessore Spinosi di boicottare e far boicottare questo Consiglio Comunale alla maniera di Ponzio Pilato, mi ha infastidito, per rispetto al Sindaco, che non può fare lo sceriffo, ma nel bene e nel male ci sta mettendo la faccia, per rispetto all’opposizione, della quale indirettamente dovrebbe far parte anche lui, ma soprattutto per rispetto ai cittadini ventimigliesi, le vere vittime di questo stato di cose, che non si aiutano certo con una lavata di mani.

Ma una chicca viene da un articolo di domenica scorsa su Le Figaro, che fa riferimento al respingimento oltre frontiera, la nostra, di 43000 “clandestini “ da gennaio ad oggi e dell’arresto di 300 passeurs, di nazionalità francese, ma nordafricani, da parte della Polizia di Frontiera, raddoppiata dopo l’attentato di Nizza del 2016 e coordinata dal Prefetto Leclerc, nominato proprio per far fronte ai respingimenti. 
Viene subito da pensare che qualcosa non funziona nella UE: il Prefetto francese giudica “clandestini” tutti coloro che, provenienti dall’Africa, cercano di transitare sul loro territorio, li blocca, li carica sui pullman e li rinvia in Italia. Il nostro Prefetto, per contro, non parla di clandestini, afferma che in Italia c’è la libera circolazione e che non possiamo rimuoverli da Ventimiglia, perché sarebbe una “deportazione”. Vero è che ha incrementato il numero dei poliziotti presenti sul territorio intemelio, ma le auto che girano frequentemente lungo le strade principali generano solo inquinamento e pochi risultati in materia di ordine pubblico.
Al mio arrivo stasera in treno, ho notato due persone nell’aiuola di fronte alla stazione. Stavano sbucciando una mela con un coltello a serramanico da 10 cm. Nessun poliziotto in vista. Mi chiedo solo come si comporterebbero se mi fermassero per strada con un coltello simile. Mi porterebbero in caserma, mi fermerebbero. E allora perché non lo fanno anche con costoro? Perché non utilizzare la situazione per rimpatriarli? Vero è anche che la Polizia locale può fare poco, come il Sindaco stesso. Ma almeno qualche intervento sull’accattonaggio molesto, così come avviene nel Comune di Genova, credo si possa fare anche a Ventimiglia!

E’ evidente dunque che limitarsi a rispondere con una più massiccia presenza di forze dell’ordine non porta alla radice del problema ed è chiaramente su quella che invece bisogna agire.

Tanto per cominciare l’accoglienza deve essere assunta in maniera diretta dallo Stato, per porre fine allo strapotere di Ong dall’atteggiamento spesso ambiguo.

Inoltre, se non si interviene con decisione sulla stabilizzazione della Libia e sul consolidamento del processo democratico in Tunisia, ogni accordo che il nostro Governo dovesse concludere con quei Paesi sarebbe del tutto precario.

Ancora, la revisione del Trattato di Dublino, che come si diceva sembra andare nella giusta direzione, pare però al contempo riaffermare l’indirizzo generale di un’Europa dalle frontiere spalancate alla ricerca di manodopera a basso costo e di “giovani”, dimenticando, per così dire, che le pensioni non le pagano i giovani, ma i lavoratori e se il sistema produttivo non è in grado di assorbire forza lavoro l’immigrazione finirà solo col generare nuova disoccupazione, e dunque non solo non avremo risolto il problema previdenziale ma ne avremo uno in più.

Sembra insomma che si perseveri con politiche di incoraggiamento all’immigrazione, di cui tali flussi sono una manifestazione chiarissima: “andiamo, tanto poi ci sarà una qualche sanatoria”.

Politiche di incoraggiamento a nuovi ingressi fatte di assenza di preferenza nazionale nelle assunzioni, che indebolisce inevitabilmente il potere contrattuale dei nostri lavoratori, accompagnate da scarsi controlli e da debolezza cronica dell’ispettorato del lavoro, che stani e sanzioni chi impiega manodopera clandestina o comunque non del tutto in regola.

Politiche fatte di ricongiungimenti familiari, che rendono ancor più forte e ingestibile l’impatto di queste masse sulla nostra società e che finiscono con l’impoverire ulteriormente i Paesi di provenienza a causa della scarsità di rimesse degli immigrati verso le proprie famiglie, poiché, se queste rimanessero in patria, tali rimesse potrebbero invece generare nuova domanda e dunque uno stimolo agli investimenti (quello sì che sarebbe un vero “aiutarli a casa loro”!).

Politiche fatte di tolleranza, se non legittimazione verso chiusure di carattere comunitario spesso di natura religiosa, grande ostacolo ad una vera integrazione che conduca ad assimilare questi nuovi residenti ai valori fondamentali della nostra Repubblica.

E da ultimo politiche che per l’appunto finiscono con l’acquisire alla Nazione tali individui prescindendo del tutto da una seria e serena valutazione del loro grado di inserimento, poiché è di questo che stiamo parlando quando parliamo di “Ius Soli”.

Ecco, è disposto il Sindaco a sottoporre al Governo tali problematiche senza il timore di irritare le gerarchie del suo partito? Lo faccia e avrà tutto il nostro sostegno.

Carlo Iachino

Consigliere Comunale di PROGETTO VENTIMIGLIA