Come da consuetudine, i Radicali si occupano di carceri, entrando fisicamente in tali realtà con iniziative autonome o insieme a parlamentari o consiglieri regionali, “Carovane della Giustizia”, mobilitazioni a tappeto per dozzine di visite concordate con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, e “Grandi Satyagraha” (letteralmente: insistenza per la verità, metodo di opposizione politica propugnato da Gandhi), in continuità con i digiuni portati avanti da Marco Pannella.
Nel quadro di questi interventi in 35 istituti di pena italiani durante il mese di Ottobre 2017, da Agrigento a Milano, da Roma a Taranto, anche in provincia di IMPERIA, nel giorno di Venerdì 20 ottobre, una delegazione di radicali visiterà il carcere di ONEGLIA – al mattino, a partire dalle ore 9 – e quello di SANREMO Valle Armea – al pomeriggio, con ingresso alle ore 14.
Saranno presenti: da Genova, Stefano Petrella, Tesoriere del Gruppo Radicale GRAF; da Imperia, Gian Piero Buscaglia, Segretario della stessa associazione locale riconosciuta, che donerà una valigia di fumetti agli internati, che potranno così evadere, almeno con la fantasia: entrambi sono abilitati a entrar nelle due carceri in compagnia, probabilmente, di un parlamentare o consigliere regionale ligure; sempre da Imperia, Dario Belmonte, Tesoriere nazionale dell’Associazione Radicale Certi Diritti, che proverà a organizzare un’eventuale, breve conferenza stampa, se i tempi piuttosto contingentati lo consentiranno.
Lo scopo è quello di sollecitare l’approvazione dei decreti attuativi della Legge Delega di Riforma dell’Ordinamento penitenziario, come promesso ed assicurato dal Ministro Andrea Orlando… “entro l’estate”, ormai trascorsa: manca tutto ciò che riguarda le condizioni interne dei detenuti e la possibilità di accesso alle misure esterne alternative; il 19 Giugno il Ministro si era impegnato ad approntare tale riforma entro il mese di Agosto.
Le carceri sono lo specchio delle questioni aperte nel Paese: perciò Rita Bernardini porta avanti, insieme a centinaia di detenuti, un digiuno a staffetta per rimuovere lo stato di illegalità vigente nei nostri istituti. Al contempo, la mobilitazione radicale rilancia la battaglia sul fronte della Giustizia, non una battaglia a sé, ma che racchiude e riflette le principali questioni aperte nel Paese: l’antiproibizionismo sulle droghe, l’immigrazione, la povertà. Secondo i dati del DAP, un terzo della popolazione reclusa sconta una pena per reati legati alla droga, e la stragrande maggioranza ha problemi di dipendenza; una realtà dai costi sociali, sanitari ed economici altissimi e dalle gravi conseguenze sotto il profilo del sovraffollamento carcerario e per il funzionamento della Giustizia. Una grande riforma antiproibizionista eviterebbe anche tantissimi dei procedimenti che oggi ingolfano la macchina della Giustizia e colpiscono anche giovani e giovanissimi.
Le pessime condizioni di vita nelle carceri italiane sono costantemente oggetto di denunce da parte di organismi internazionali, come quella contenuta nel recente rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa che, nel corso delle visite ispettive, ha accertato gravi violazioni dell’art.3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sul divieto di tortura e di trattamenti inumani e degradanti: una grave violazione della legalità costituzionale, che mina le fondamenta stesse dello Stato di Diritto nel nostro Paese.