Le mamme offese, discriminate, cacciate da locali, negozi o luoghi pubblici in Italia perché intente ad allattare il proprio bambino sono in aumento costante e la storia di Francesca Castelli, mamma di Biella, si aggiunge alle molte già denunciate. Francesca racconta che il Direttore delle Poste le ha ribadito più volte il divieto di allattare al seno in luoghi pubblici, che è possibile nutrire i neonati solo utilizzando il biberon.

Eppure il modo più naturale per un bambino di ricevere nutrizione è attraverso l’allattamento materno. Chi sceglie questa prassi naturale, come raccomandato anche dall’OMS, deve poterlo fare ovunque, anche in un ristorante, in un bar, su una panchina o in un ufficio pubblico. Il Ministero della Salute, inoltre, in un opuscolo dedicato all’allattamento materno, sostiene che le madri dovrebbero poter allattare ovunque.

Ed è così che questo “no” all’allattamento materno ha creato solidarietà e fatto attivare le mamme di tutta Italia in difesa di un diritto che di osceno non conserva nulla e di una risposta unitaria da parte delle istituzioni. In un paese a crescita demografica zero, aumentare le discriminazioni significa condannarsi alla sterilità, prima di tutto culturale.

Tantissime, dunque, le adesioni (anche virtuali di chi non potrà fisicamente esserci) di mamme che parteciperanno al dolce sit-in, al fianco di Francesca, davanti alle Poste di Biella martedì 31 gennaio a partire dalle ore 11.30.

Ricordiamo anche le recenti vicende di Chiara Cretella, assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna che è stata allontanata da una sala del Comune e Raffaella Sottile accusata di aver sempre le tette di fuori invitata ad andarsene dai titolari di uno stabilimento balneare di Arma di Taggia. Vicende che hanno portato alla nascita di una petizione online che ha raggiunto già 31.600 sottoscrizioni per richiedere l’intervento del governo con una normativa specifica a tutela dell’allattamento in pubblico ma le storie di Raffaella, Chiara e Francesca, tuttavia, sono solo le ultime di una lunga serie. I numeri delle madri che vivono situazioni analoghe durante la loro esperienza di allattamento sono importanti ed in forte aumento.

La campagna “Ovunque lo desideri” ha l’obiettivo di proteggere il diritto di ogni bambino di essere allattato ovunque si renda necessario, d’altronde, un diritto senza tutela è come se non esistesse. Le madri devono essere protette da molestie e discriminazioni ogni qualvolta scelgano di allattare in pubblico.

Allattare è un diritto, non è una forma di esibizionismo, non può essere considerato osceno.

Le mamme sono, quindi, in attesa di un intervento immediato da parte del governo, soprattutto dopo la presa di posizione della ministra Marianna Madia che con il suo tweet ha lanciato un segnale di solidarietà e impegno in relazione al problema.

Il Governo deve dare un segnale forte e inequivocabile, appoggiando le madri che allattano poiché rappresentano un investimento sulla salute dei bambini, adulti di domani!