Notevoli i risultati conseguiti in questa ultima settimana dalla Polizia di Stato nell’ambito dei servizi di Polizia di Frontiera. I rafforzamenti lungo tutta la zona confinaria di pertinenza del Settore, disposti dal Direttore della 1^ Zona per il Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta, hanno permesso di potenziare i servizi,  già consolidati, istituendo posti di controllo aggiuntivi e  avvalendosi anche della fattiva collaborazione fornita sia dal personale del Reparto Mobile che dall’Esercito
Italiano, ormai pienamente integrato coi colleghi poliziotti.

Altro “punto forte” è la costante e incisiva collaborazione con la corrispondente Polizia francese, resa sempre più  proficua, sia in termini di risultati professionali che umani, dai frequenti incontri tra le parti. Proprio l’ultimo – spiega il dr. Santacroce Dirigente della Polizia di Frontiera di Ventimiglia – “ tenutosi nel mio Ufficio lo scorso 9 novembre con il Dirigente della Polizia di Frontiera di Nizza dr. NAHON e la Coordinatrice dei Servizi Immigrazione della Police aux Frontières, Dottoressa Delphine LALLEMANDE, ha posto l’accento sull’importanza delle cosiddette “pattuglie miste”, fortemente sollecitate in sede di Comitato Misto tra i Prefetti di Imperia e Nizza, per arginare il fenomeno legato all’immigrazione clandestina e sul l’importanza dello scambio di informazioni. L’ impiego delle stesse, ha consentito eccellenti risultati di servizio per entrambi gli Uffici.  Le riunioni, che si svolgono periodicamente a Ventimiglia o a Nizza, hanno permesso, col costante dialogo, di superare le criticità incontrate in passato  nell’attuazione dei reciproci protocolli, sopratutto nella gestione del fenomeno migratorio”.

Sotto la lente di ingrandimento, in termini di risultati,  gli ultimi sette giorni,   durante i quali sono stati effettuati ben 7 arresti, di questi, tre nella sola giornata di ieri e precisamente:

un rumeno pluripregiudicato, P.F. di 53 anni, controllato in frontiera a bordo di un autobus di linea diretto a Barcellona (E). Lo straniero stava abbandonando il territorio Nazionale per evadere dagli arresti domiciliari che stava scontando a Sesto San Giovanni (MI) per reati contro il patrimonio commessi a Pavia;

un tunisino di 29 anni, pregiudicato, che è stato sottoposto ad una serie di approfonditi controlli dalle unità mobili della Polizia di Stato operanti in Frontera. La totale mancanza di documenti ha portato gli Agenti della specialità a sviluppare gli accertamenti che hanno permesso di scoprire che lo straniero, sotto altro nome, era colpito da una custodia cautelare in carcere, emessa lo scorso mese di ottobre dal Tribunale di Fermo poiché facente parte, unitamente ad altre persone sia italiane che straniere, di una vasta organizzazione criminale dedita alla produzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti;

sempre nella giornata di ieri un rumeno, controllato nei pressi della stazione ferroviaria, proveniente a bordo treno da Nizza, che ha esibito carta di identità e patente di guida rumene apparentemente rilasciate da quelle autorità ma successivamente risultate totalmente false. Questa tipologia di documenti, viene perlopiù prescelta per la falsificazione perché consente, qualora non individuata la falsità, la libera circolazione nell’area Schengen.

Nei giorni immediatamente precedenti, sono stati tratti in arresto un indiano ed un afghano, entrambi controllati in ambito stazione ferroviaria. Il primo aveva con se un passaporto ed una patente bulgari risultati, a seguito di particolari controlli attuati per mezzo di sofisticate apparecchiature elettroniche, totalmente falsi.

Il secondo straniero era, invece, in possesso di un passaporto francese che solo un lungo e certosino lavoro da parte di personale esperto, ha permesso di scoprire che era stato alterato mediante la sostituzione della pagina dati e della foto originale con quella del latore. Il documento risultava inoltre oggetto di segnalazione in ambito Schengen per il relativo sequestro.

L’individuazione del falso documentale,  particolarmente difficile da individuare stante le tecniche sempre più perfezionate dei contraffattori, è l’unione di grande esperienza sul campo e lo studio approfondito  su centinaia di documenti sequestrati. Proprio in questa ottica è stato di recente assegnato, in esclusivo uso alla Polizia di Frontiera,  un particolare sistema informatico che consente la rilevazione automatica dei falsi documentali e, nel contempo, la verifica dei dati anagrafici apposti, consentendo di scoprire ad esempio, l’eventuale ricerca del soggetto inserito. L’utilizzo di tali sofisticate apparecchiature presuppone però apposita formazione di personale già altamente specializzato in tale settore.

Due arresti rispettivamente uno slavo controllato nei pressi della barriera autostradale all’atto dei suo ingresso in Italia ed un peruviano controllato in arrivo, via treno dalla Francia.  Entrambi risultavano destinatari di decreto di espulsione, emessi dal Prefetto di Torino per lo slavo e da Milano nel 2015 per il peruviano, che ne impediva il rientro in Italia prima dei cinque anni.

Infine un albanese tratto in arresto dopo accurato controllo effettuato sui pullman in ingresso in Italia presso la barriera autostradale. Lo straniero, di soli 23 anni, risultava da arrestare a seguito di ordinanza di custodia cautelare,  emessa nel 2016 dalla Corte di Appello di Brescia, per furto in abitazione.

Tutti gli arrestati sono stati condotti al Carcere di Imperia.

Ampia soddisfazione per gli ottimi risultati conseguiti da tutti gli uomini del Settore di Frontiera, quotidianamente impiegati nelle attività istituzionali, attività che, nei giorni scorsi si può così riassumere:

186 pattuglie oltre a 7 in cooperazione con la Polizia francese, in campo nell’arco di una sola settimana con 448 operatori impiegati, coadiuvati dal personale del Reparto Mobile e dell’E.I., quest’ultimo costantemente presente presso Ponte San Luigi e Ponte San Ludovico(circa 60 uomini a settimana) che affiancano gli Operatori di Polizia:

4306 le persone identificate di cui 1900 stranieri sottoposti a procedure approfondite;

650 procedure di respingimento e altrettanti accertamenti di fotosegnalamento e Spaid.

“Questi dati” – conclude il dr Santacroce – “sono l’espressione concreta del costante impegno profuso da tutto il personale, che con professionalità e costanza opera ininterrottamente per la sicurezza dei confini, sia in termini di prevenzione e di repressione, ma soprattutto nella gestione delle attività tipiche della Specialità della Polizia di Stato.