Nel Parco Urbano di Imperia nei mesi scorsi era stata installata un’altalena speciale per fare in modo che potessero giocare anche i bimbi ed i ragazzi diversamente abili. L’altalena ora è stata chiusa con una catena e con un post su Facebook questa ingiustizia è segnalata da Michela Aloigi, mamma di un ragazzo diversamente abile e presidente dell’associazione imperiese “La giraffa a rotelle” che aveva ottenuto questa installazione.
Stamani della vicenda si è occupato il giornalista Massimo Gramellini nella sua rubrica quotidiana “Il caffè” sul “Corriere della sera”, intitolata per l’occasione “Aiutiamolo a casa sua”.
“Pecccato che in Italia le belle idee vengano sempre logorate dall’uso. Anche gli altri bambini vogliono salire sull’altalena speciale e giorno dopo giorno la distruggono, mentre i loro genitori si guardano bene dall’alzare la testa dal telefonino per insegnare ai figli il rispetto di un bene della comunità, tanto più se destinato a coetanei meno fortunati. Solo quando l’altalena comincia a perdere i pezzi, padri e madri si preoccupano per i bambini (i propri, ovviamente) e strillano al Comune di sigillarla. Oggi per garantire una libertà bisogna recintarla. Coraggio Michela, coraggio Matteo. Il vostro grido di protesta non è andato perduto negli uffici del sindaco ma è volato anche fuori da una provincia sorda e ipocrita. Adesso anche tutta l’Italia conosce la vostra
storia e sosterrà il vostro impegno. Perché tutti hanno il diritto di giocare e dondolarsi con gioia”.

“Vorrei chiarire una cosa: non ho mai chiesto le scuse del Sindaco di Imperia, poiché per il mio modo di vedere le cose, in questa vicenda ciò a cui do la priorità sono i fatti – scrive oggi Michela sulla propria bacheca di Facebook – Vorrei anche precisare che, ho 2 figli, uno normodotato e Matteo, la mia non è una crociata contro i genitori di cui anche io ne faccio parte, poiché per la maggior parte sono molto rispettosi ed in gamba, è una piccola minoranza che come possiamo vedere dai commenti e dalla solidarietà di tutta Italia ha sbagliato “strada”.

“Io e Matteo ci riteniamo offesi – aveva invece scritto Michela nei giorni scorsi – sono sbalordita nel vedere quanta poca attenzione c’è nella persona che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, compresi quelli che come Matteo non hanno la possibilità di poter gridare o scrivere il proprio disagio, che in questo caso, un sindaco crea con azioni e parole offensive. Matteo , usa la mia “voce” e le mie azioni per avere una vita il più possibile come quella di tutti noi , la foto pubblicata è quella di un qualsiasi ragazzo, privato dell’unico gioco a cui era possibile accedere. Se al posto della foto di Matteo ci fosse stata una foto di un ventiquattrenne alto, abbronzato, muscoloso e senza sedia a rotelle, denunciando un torto subito, lei sindaco avrebbe avuto parole di disapprovazione per l’immagine postata? Caro sindaco ,lei vede le diversità, e con le sue azioni ne calca i tratti, per noi genitori, i ragazzi sono tutti ragazzi, cambiano le esigenze, quelle si, ed è per questo che a voi amministratori spetta il compito di facilitare queste esigenze. Signor Capacci, lei dice che occorre più sensibilità e rispetto per i disabili, quando proprio voi amministratori comunali con la vostra “sensibilità”, vi siete dimenticati di chiedere i fondi regionali per rendere le spiagge comunali accessibili, e sempre per la vostra “sensibilità” vi ho dovuto portare davanti al giudice di pace perché a Matteo e a tutti gli altri disabili, gli fosse riconosciuto il diritto di accedere ad una ZTL, e altri esempi non mancano. La pericolosità di questa altalena? ne più e ne meno di quella di un’altalena tradizionale , che a tutta velocità causerebbe lo stesso un danno, all’atto pratico, in realtà passerebbe lei sindaco o farebbe passare un bambino dietro una qualsiasi altalena in movimento? Volete più tutela e rispetto dei giochi e dei bambini nei parchi? Accendete le telecamere già esistenti e posizionate. Se vuole che Matteo non posti la sua foto per denunciare diritti non rispettati da chi invece dovrebbe garantirli, faccia in modo che questi stessi diritti siano rispettati sempre. Se quello che è stato fatto e detto mette in cattiva luce il sindaco di Imperia, in tutta Italia e non solo, è l’ennesima occasione per rivedere la propria coscienza e il modo di operare verso i più deboli. E’ un grosso dispiacere dover combattere sempre per una briciola di umanità”.