La Confartigianato ha predisposto un vademecum per le imprese di pulizie, tenendo conto dei DPCM del 9 e 11 Marzo 2020 emanati a seguito dell’emergenza sanitaria dovuta al propagarsi del COVID-19 e delle circolari del Ministero della Salute in particolare la circolare 22 Febbraio 2020.
Questa drammatica situazione evidenzia la fondamentale importanza delle operazioni di pulizia, igiene e disinfezione dei luoghi di vita e di lavoro per garantire il benessere delle persone, tanto che le attività delle imprese di pulizia non sono sospese. È evidente che tutte le attività dovranno essere rimodulate e programmate tenendo conto della ratio generale dei provvedimenti finalizzata a ridurre al minimo la circolazione delle persone, individuando quindi le attività necessarie e non rimandabili. Ovviamente anche in questi casi vale la regola generale che prevede la necessità di giustificare gli spostamenti delle persone attraverso la compilazione di un’autocertificazione comprovante l’effettiva sussistenza di esigenze di lavoro.
Laddove le imprese si trovino nella condizione di poter sospendere l’attività produttiva, il DPCM 11 marzo 2020 raccomanda di incentivare la concessione di ferie e congedi retribuiti per i dipendenti, nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva.
Ove possibile, sia per quanto concerne i lavori pubblici sia i privati, e nel caso in cui il proseguire dell’attività possa comportare un mancato rispetto delle misure imposte, si suggerisce di presentare al committente (pubblico o privato) una comunicazione via PEC finalizzata a rinviare l’inizio dei lavori oppure sospendere i lavori (solo a titolo di esempio e da valutare di volta in volta, i servizi di pulizia ordinaria negli uffici che hanno chiuso o nelle scuole).
Per lo svolgimento delle attività lavorative vale quanto indicato nell’apposita circolare ministeriale.