L’agricoltura, più o meno in tutti i paesi del mondo, inizia a manifestare segni di malessere. Non è quindi sorprendente il fatto che anche in Italia, dove il comparto cerca da sempre di fornire tutti gli alimenti di cui ha bisogno, agricoltori, contadini e consumatoti denuncino una situazione sempre piu’ insostenibile. Sprechi alimentari,  mancanza di programmazione colturale,  spese di coltivazione e gestione insostenibili, burocrazia, inquinamento, cambiamenti climatici, degrado ambientale, terreni abbandonati e mancato ricambio generazionale sono parole chiave all’ordine del giorno per chi cerca di dare respiro ad un settore in agonia.
Riscattare l’agricoltura dal ruolo subordinato in cui viene tenuta rispetto ad altri settori produttivi e programmare l’utilizzazione del territorio agricolo a fini conservativi e non più speculativi: ambiente e agricoltura devono ritornare ad essere speculari,  rispettando e valorizzando la natura, in un territorio troppo cementificato, inquinato e purtroppo abbandonato. Investire per una agricoltura che migliori i redditi, le condizioni di vita di chi vi opera e e tuteli il territorio non solo tra i coltivatori ma anche tra i consumatori offrendo prodotti di qualità, sani a basso impatto ambientale. L’agricoltura non è un’industria, le nostre aziende non sono catene di montaggio industriali ma devono rispettare vincoli ambientali e conservare il mondo naturale.
‘Coltivare bene è pensare e vivere bene’, una sfida che le nuove generazioni stanno raccogliendo tanti sono i giovani che giornalmente vengono coinvolti nel progetto, sempre più numeroso sempre più sostenibile e legato al territorio. L’agricoltura costituirebbe per i giovani un serbatoio in grado di portare sicurezza e lavoro, aumentando la propria capacità produttiva ed in grado di ridare competitività e redditività. In Italia sono ancora pochi i giovani che gestiscono imprese agricole paragonati ai numeri arrivano dalle altre nazioni europee , in particolar modo riferiti all’imprenditoria giovanile nei paesi dell’ Europa dell’est.
Un quadro però non del tutto buio. Qualcuno ha reagito: sono i giovani rimasti, coloro che hanno la stoffa dell’imprenditore unita al desiderio di continuare a proteggere il nostro territorio, la biodiversità e l’ambiente in cui viviamo. Da questi sta emergendo caparbiamente un’agricoltura nuova, capace di competere e di affermarsi. Un invito dunque a tornare ad occuparsi di agricoltura anche nella nostra provincia, in modo intelligente; se da una parte sono diminuite le imprese, dall’altra sono aumentate di superficie , con strutture moderne al passo con i tempi e preparazione tecnica ; un occhio al futuro con radici ben salde alle nostre tradizioni economiche agricole, alla biodiversità ed alla difesa del pianeta diminuendo le sostanze chimiche utilizzate, aumentando la fertilità del terreno migliorando l’ecosistema agrario.

Marco Damele, perito agrario, scrittore, imprenditore agricolo e tecnico biologico e di Camporosso in provincia di Imperia, è protagonista da oltre vent’anni nel mondo della floricoltura del ponente ligure. Dai premi nazionali e internazionali ricevuti per la sua coltivazione di verde ornamentale, dopo un arricchimento professionale alla guida dei giovani agricoltori, ha orientato l’attività dell’azienda sulla ricerca e coltivazione delle antiche varietà orticole, di cui per via della moda, dei gusti e della richiesta di mercato si erano letteralmente perse le tracce. In particolare ha studiato e reintrodotto la cipolla egiziana ligure (Allium cepa viviparum), diventata in poco tempo preziosa ed autentica testimone della biodiversità del Ponente ligure.
Marco oggi è un contadino moderno, un custode della biodiversità, titolare di un’azienda all’avanguardia orientata al futuro che alterna alla coltivazione, anche una ricca attività di incontri e conferenze in giro per l’Italia. Per Edizioni Zem ha scritto nel 2017 e 2019 insieme alla giornalista Irina Reydes i libri “La cipolla Egiziana ” e   “Una storia di agrobiodiversità del Ponente Ligure”,  nel 2018 la sua prima raccolta di ricette vegetariane intitolata “Cucinare la Cipolla Egiziana” e fresco di stampa il suo ultimo libro ” Breviario di Agricoltura, biodiversità e tradizioni contadine”.