Dopo anni di maltrattamenti subiti e tenuti segreti, una giovane donna di nazionalità rumena si è presentata negli uffici del Commissariato di Sanremo per denunciare il marito.
La storia d’amore tra i due è iniziata nel 2011 nel loro Paese. Dopo il matrimonio la coppia si trasferiva in Italia e dava alla luce due bambini.
Nel ripercorrere la storia della relazione, la donna spiegava al personale della Sezione Investigativa che l’uomo da sempre aveva tenuto nei suoi confronti un atteggiamento aggressivo e prevaricatore ma che lei, profondamente innamorata, pensava fosse un problema momentaneo ed era inizialmente disposta ad accettare qualunque cosa.
La travagliata relazione d’amore si caratterizzava per una graduale e costante escalation di insulti, minacce anche di morte, percosse, tentati strangolamenti, violenza fisica, psicologica ed economica. La situazione già grave peggiorava a seguito di due traumatici eventi: la morte della madre della donna a causa di un incidente stradale causato proprio dall’uomo oggi denunciato e la relazione extraconiugale confessata dalla donna al marito.
In aggiunta, l’uomo iniziava negli ultimi mesi a fare uso di alcolici e superalcolici e gli episodi di minacce, percosse e maltrattamenti si acuivano drammaticamente, anche perché quasi sempre avvenivano alla presenza dei bambini della coppia.
La donna spiegava ai poliziotti che mai aveva denunciato e lasciato il marito in parte perché ancora innamorata e speranzosa di un cambiamento e in parte perché non essendo economicamente indipendente per il bene dei figli decideva di sopportare le angherie del marito.
A fronte della paura e del disagio vissuto dai figli e del continuo inasprimento degli episodi di violenza, la donna si decideva a contattare il 112 ed a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine sino ad arrivare alla separazione e alla denuncia di quasi 10 anni di maltrattamenti.
L’attenta e scrupolosa attività di indagine posta in essere dalla Polizia di Stato, anche dopo la separazione dal marito, evidenziavano il perdurare di una situazione di pericolo per l’incolumità della donna. Per tale motivo il Gip ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi frequentati dalla stessa, provvedimento eseguito tempestivamente dalla Polizia di Stato.