Sono state inaugurate alla presenza delle massime autorità le rinnovate sala Dorata e sala Privata con il nuovo Bistrot. Afferma Casinò Spa:
“ Nel 1928 venivano realizzate sala Privè e Privatissimo. Oggi a Novant’anni di distanza presentiamo, dopo un’accurata opera di restyling che ne ha garantito la sicurezza ed esaltato il glamour e l’eleganza, le rinnovate sala Privata e sala Dorata. Abbiamo , altresì, realizzato uno spazio innovativo: Il Bistrot che si apre sulla terrazza storica della facciata Principale. Segna l’evoluzione dell’accoglienza, ancora di più proiettata verso la città e l’esterno. Un forte impegno dedicato ai nostri clienti per soddisfare le loro migliori aspettative. Ringraziamo le autorità tutte, in particolar modo S.E. il signor Prefetto , Dott.sa Silvana Tizzano e il signor Sindaco, Alberto Biancheri, per il sostegno alla nostra Azienda, simbolo dello “esprit de Sanremo”, che ha sempre contraddistinto il territorio e la sua dimensione internazionale. In questa visione l’inaugurazione delle nuove sale Dorata e Privata con il Bistrot diventa anello di congiunzione tra un passato che ci onora e un futuro che ci impegna. “
Conclude: “Le prestigiose Sale accolgono i tavoli dei Giochi Francesi e dei Giochi Americani, offrendo ai visitatori ambienti ancor più esclusivi per trascorrere i momenti riservati ai loro giochi preferiti. L’apertura del Bistrot completa la proposta di intrattenimento, permettendo di fruire anche della terrazza di Porta Principale come spazio di incontro e di relax. Assicura una ristorazione veloce e di qualità, componente determinante nelle strategie aziendali dell’accoglienza.”
Nella cerimonia di inaugurazione hanno portato il saluto il Presidente del Casinò, Dott. Massimo Calvi e il Presidente del Consiglio comunale sanremese, Alessandro Il Grande, in rappresentanza del Comune di Sanremo con l’Assessore alle Partecipate , Dott.sa Paola Cagnacci. Ha condotto la presentazione il Direttore Generale, Ing.Giancarlo Prestinoni. Hanno partecipato i consiglieri del Cda del Casinò, Avv. Elvira Lombardi e Olmo Romeo, Presidente di Federgioco e componente di Eca.
Le operazioni di maquillage alle sale, iniziate per adeguare i sistemi di sicurezza alla vigente normativa e per assicurare ambienti ancor più sicuri, hanno attuato i canoni estetici più rispondenti alla storicità degli ambienti e al tempo stesso un’ innovativa idea di spazio per quanto riguarda il Bistrot.
L’architetto Canio Tiri, con l’Architetto Francesca Tiri e l’architetto Jorge Lamas, ha firmato i progetti di adeguamento e valorizzazione delle Sale Privata e Dorata.
Scrive l’Architetto Tiri nella sua relazione:
I lavori di manutenzione straordinaria eseguiti sono scaturiti dalla necessità di adeguamento di Sala Dorata e Privata alle disposizioni della normativa di prevenzione incendi, ma hanno rappresentato al contempo un’occasione per un restauro delle sale e per il loro restyling. E’ stato, infatti, realizzato un sistema automatico di estinzione a pioggia ( sprinkler), sono state trattate le superfici lignee che rivestono le pareti, sostituiti i papier peinte, il parquet esistente. Al contempo si sono rinfrescate le superfici con nuove tinte al fine di dare maggiore luminosità alla sala e recuperare i decori. Sono stati scelti colori tenui con linee dorate per evidenziare le forme delle sale e le belle decorazioni.
L’intervento ha permesso di conoscere meglio l’intero edificio. Per esempio si è scoperto che i pilastri della galleria, apparentemente in pietra /mattoni, nascondevano al loro interno la struttura metallica cge supporta la copertura. “
L’Architetto Marco Romanelli con la collaborazione di: Giorgio Bonaguro (progetto di massima) e Andrea Pitetti (progetto esecutivo) ha redatto il progetto e l’esecuzione del Bistrot.
Marco Romanelli:
“Il principale riferimento progettuale va trovato nell’opera dell’architetto austriaco Adolf Loos, uno dei padri della modernità ed esponente di spicco del movimento della Secessione viennese. Da Loos è derivato il concetto di “lusso materico”, contrapposto a una essenzialità geometrica del disegno. Ecco dunque che un importante bancone è stato completamente rivestito da preziose lastre di marmo Verde Alpi.
La campitura tra le lastre è ottenuta mediante elementi in tubolare brunito, così come una struttura ad alti pali, sempre bruniti, definisce lo spazio del bistrot, dividendolo da un lato dalle sale gioco e dall’altro da un’ampia zona lounge. La severità delle lamiere smaltate nere e degli stessi tubolari acquista una nuova importanza proprio contrapponendosi al marmo verde e alle esistenti boiserie crema.
Nella vera e propria zona bistrot completano l’arredo piccoli tavoli di matrice ancora viennese accompagnati dalla celebre sedia “Café Museum”, disegnata dallo stesso Adolf Loos nel 1899 e ancora oggi in produzione. Fanno da contraltare a questa atmosfera volutamente citazionista gli sgabelli “Cirque” progettati dall’artista-designer Martino Gamber, ironica reinterpretazione del classico sgabello Thonet inizio secolo. Nella zona lounge viceversa si ricorda la figura di Gio Ponti, padre dell’architettura e del design italiani, per di più attivo nel Casinò di Sanremo nel 1950, attraverso le poltrone “Dezza” da lui disegnate.
Il percorso prosegue poi, passando attraverso una saletta pranzo più riservata, verso le grandi terrazze in marmo bianco che affacciano sul mare di Sanremo, arredate, per voluta contrapposizione, con le spigolose sedute “Chair One” di Konstantin Grcic.
L’atmosfera complessiva, pur utilizzando una sintassi progettuale assolutamente contemporanea, riesce a ricreare un’atmosfera fin de siècle.”
Ne scaturisce un ambiente di gran pregio, dove passato e presente si fondono, per trasmettere l’emozione esclusiva di “vivere” il Casinò di Sanremo.