Trovo imbarazzante e di basso profilo l’attacco che il Sindaco Ioculano ha ricevuto in merito all’ordinanza emessa al divieto di somministrare cibo agli immigrati. Come già dichiarato dal Primo cittadino, quando fu emessa, a Ventimiglia si verificavano veri e propri banchetti all’aperto, alle volte in centro in città, senza il minimo rispetto delle regole di una società civile, che hanno in alcuni casi creato anche attimi di tensione con la popolazione residente. L’assistenza è già fornita dalle associazioni umanitarie riconosciute e dalla Chiesa.
Ventimiglia, oggi, e questa situazione la comprende chi la vive tutti i giorni, chi ha il cosiddetto “termometro” in mano, è al limite dell’equilibrio economico e sociale, ne sono un esempio il malessere di cittadini, commercianti, di chi con grande senso di responsabilità, va oltre le sue mansioni ordinarie (operatori ecologici che lavorano in condizioni igieniche al limite, forze dell’ordine), troppo facile guardare da lontano e giudicare solo ciò che può interessare, dando una visione distorta della realtà.
Il mio invito è rivolto principalmente, al Prefetto e al Questore, serve maggiore fermezza, nel far rispettare regole che sono alla base della convivenza sociale, sembra che episodi di inciviltà e maleducazione siano entrati a far parte della quotidianità di questa città solo perché questa grave emergenza ha portato con se problemi maggiori vedi traffico di clandestini, prostituzione…
La migliore promozione turistica per la nostra città è’ mettere fine a questa emergenza e ripristinare la normalità.

Simone Piccolo
Presidente Confcommercio Ventimiglia