Il Presidente del Consiglio con la firma del DPCM del 14 gennaio scorso, contenente le misure di contrasto e contenimento dell’emergenza da Covid-19, ha reso finalmente operativo l’art. 39 del DL 162/2019, convertito nella Legge n.8/2020, che prevede che i debiti dei Comuni se li accolli lo Stato, il quale potrà rinegoziare direttamente con i creditori (soprattutto Cassa Depositi e Prestiti) al fine di ridurne drasticamente i tassi di interesse.
I Comuni pagheranno le rate di ammortamento, a quel punto con oneri molto ridotti, direttamente allo Stato.

La questione era già stata portata all’attenzione anche dei Sindaci del nostro territorio.
Si tratta di uno dei punti inseriti nell’ordine di giorno che Attac Italia aveva proposto ai Comuni e che era stato approvato dai Consigli Comunali di Roma, Napoli, Aosta, Savona, Livorno, oltre a una decina di piccoli Comuni.
Si può già affermare che l’effetto concreto sarà la possibilità per i Comuni di liberare risorse per nuovi investimenti e per le politiche sociali.

Ma occorre cambiare passo e politiche.
L’emergenza sanitaria, economica e climatica che stiamo attraversando ha messo a nudo la necessità che si possa superare questa fase solo uscendo dall’attuale modello, che mette il mercato prima delle persone, l’estrazione delle risorse prima della tutela ambientale, la privatizzazione dei beni comuni prima dei diritti fondamentali e le politiche debitorie e di austerità prima delle politiche sociali.

Un primo passo della nostra campagna “Riprendiamoci il Comune” è fatto. Facciamo in modo che se ne facciano altri, a cominciare dalla sospensione del patto di stabilità interno e del pareggio di bilancio per i Comuni, analogamente a quanto fatto dall’UE per gli Stati.