«L’avanzata dei contagi, l’ampliamento delle Regioni sottoposte a misure restrittive per contenere il virus e le iniziative autonome da parte di singoli Comuni che penalizzano l’operatività delle attività economiche impongono un profondo ripensamento dei criteri di assegnazione dei ristori.», dichiara Michele Breccione, Presidente territoriale CNA Imperia.

«A nostro giudizio, i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti che compongono le filiere colpite dalle misure restrittive. L’allargamento delle restrizioni su base territoriale rende superflua la distinzione tra le attività chiuse per ordinanza e quelle che, pur rimanendo aperte, vedono il proprio giro d’affari fortemente ridimensionato. – continua Breccione – Il crollo della domanda sta interessando segmenti sempre più ampi di mercato, tali da rendere chiaramente inadeguato il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti.»

«Forte dunque il nostro appello alle Istituzioni di rispettare la serietà e la dignità delle nostre imprese, che si traduce e sostanzia nel riconoscimento del danno diretto ed indiretto prodotto dalle restrizioni operate a prescindere dal codice Ateco ed in base al calo di fatturato comparato all’anno precedente. La CNA chiede un ragionevole, ma deciso ripensamento dei criteri adottati per l’assegnazione dei ristori: in questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile, ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia.»

E conclude Breccione, «Detto ciò, appare quanto mai evidente che dovranno essere stanziate ulteriori e robuste risorse finanziarie per fronteggiare una situazione in rapido peggioramento. Senza interventi tempestivi e incisivi rischia di chiudere i battenti fino a un quarto del sistema produttivo.».