A Pigna da venerdì 19 sino a domenica 21 luglio si terrà la seconda edizione di una manifestazione da non perdere: “La Musica Anima Pigna”.

I tre assi dell’evento su cui si fonda il festival: una conferenza interattiva sotto la suggestiva loggia medievale, un atelier destinato ai più piccoli, e i concerti nell’antichissima Piazza Castello dall’acustica naturale assolutamente perfetta. Anche quest’anno, i tre punti chiave saranno al rendez-vous come segue :
Venerdì 19 luglio: ore 10 esposizione di prodotti tipici sotto la loggia; ore 18.30 «Uno spartito? A costo che mi paghiate con un pugno di fagioli bianchi !», una visita musicogastronomica sotto la loggia in compagnia di grandi compositori che hanno avuto un legame con la cucina e il folklore italiano ; ore 19 aperitivo con prodotti locali (e non solo…) in Piazza XX Settembre; ore 21 «Musiche di altri tempi», un viaggio nel tempo alla riscoperta delle musiche che sono nate a Pigna, in Piazza Castello.
Sabato 20 luglio: ore 15 atelier di costruzione di strumenti musicali destinato ai bambini dai 4 ai 10 anni nella sala della musica sotto il comune (non c’è bisogno di iscrizione, l’entrata è libera)
Domenica 21 luglio: ore 21 «A forza di essere vento», quando la musica viaggia insieme al vento, lasciando dei messaggi sul suo cammino… in Piazza Castello

Che bilancio tracci della prima edizione de «La Musica Anima Pigna»? Quali sono le cose che per te sono andate meglio delle previsioni e quali, invece, quelle che si possono ancora migliorare?

La prima edizione de La Musica Anima Pigna è stata un grande successo e non avrei potuto chiedere di meglio ! Ho sempre avuto una « gigantesca » idea di mettere su un evento a Pigna, fin da quando ero bambina, ma è proprio quello il mio problema, che la mia testa non si ferma mai !! Ho sempre idee tanto enormi quanto vaghe, ma mi dò tutto il tempo necessario per realizzarle, ed è ciò che ho fatto l’anno scorso, grazie all’aiuto del mio splendido paesino d’origine che ha apprezzato ampiamente il progetto e che mi ha dato nuovamente la possibilità di ripeterlo quest’anno. Credo che la chiave vincente della prima edizione sia stata quella di proporre un evento culturale in senso largo, adatto a qualsiasi tipo di pubblico, con conferenze, concerti di diverso genere e immancabili laboratori per rendere partecipi i più importanti della società, cioè i bambini : anche quest’anno, con l’aiuto della musicoterapeuta Valeria Martini, vogliamo regalare qualcosa di bello ai bambini, un’esperienza che rimanga loro nel cuore e che aprirà : per questo abbiamo ideato un atelier di costruzione di strumenti musicali, che si terrà sabato pomeriggio alle 15. Per quanto riguarda le cose che si potrebbero migliorare, credo onestamente che ci sia sempre da migliorare, in qualsiasi cosa si faccia nella vita, direi che quest’anno l’evento evolve ancora di più verso l’obiettivo col quale è nato, e cioè cercare di conciliare tradizione e innovazione, terra e arte, e scoprire come questi opposti apparenti convivono, il primo grazie al secondo e viceversa. La giornata del venerdì ne è l’esempio : una prima parte in cui si scoprirà come i prodotti della terra e la gastronomia locale hanno giocato un ruolo essenziale nella vita e nelle opere di grandi compositori, cui seguirà una serata sulla storia della banda di Pigna, con la riscoperta di musiche autentiche ed antichissime che ne hanno segnato il percorso.

Come è nata l’idea della visita che collega la musica e la gastronomia? Puoi darci qualche anticipazione sui piatti scoperti o affinati da grandi compositori nelle nostre terre?

L’idea è nata dalla collaborazione con Emilie Fournier, flautista francese, con cui ho studiato in Conservatorio in Svizzera e con la quale, durante un viaggio in Messico, ho scoperto avere grandi affinità culinarie : detto in parole povere, abbiamo scoperto che entrambe passavamo il nostro tempo libero a cucinare torte !! Aldilà dell’amicizia che ci lega, c’è stato un grandissimo lavoro di ricerca da parte sua sul binomio musica e cucina, e ho completato il suo lavoro concentrandomi sull’Italia e sulla parte geografica del ponente ligure. Abbiamo scoperto allora che il compositore francese Jolivet, a luglio, scendeva da Avignone per venire qui a sedersi nei campi e a meditare grazie al profumo degli agrumi, che Rossini si faceva spedire i limoni da Mentone, e le zucchine e il basilico dal ponente ligure, e che Bartok, durante il suo unico passaggio a Sanremo, dove la sua musica fu eseguita per la prima volta nel 1933, esplorò l’entroterra assaggiando davanti a una sfilata di una banda musicale un pezzo di una torta che definisce lui stesso « un po’ come la gibanica serba, ma più raffinata », e parla forse della torta verde o della torta di patate. Il pubblico, venerdì sera alle 18.30 durante la visita musico-gastronomica nella splendida loggia medievale di Pigna, riceverà un menù che scoprirà passo dopo passo, con brevi interventi musicali. Non mancherà un aperitivo tradizionale al termine della visita !

Su quali basi ti è venuta l’idea del viaggio musicale «A forza di essere vento»? Quali sono, a tuo avviso, i legami fra il vento e la musica?

Il concetto del viaggio musicale è nato da un’altra collaborazione fruttuosa con una grande pianista siciliana, Irene Puccia, mia collega in Conservatorio a Losanna, che l’estate scorsa ha partecipato alla prima edizione de La Musica Anima Pigna, e che si è perdutamente innamorata di Pigna e di questi luoghi : con l’idea del viaggio musicale, Irene ed io vogliamo semplicemente cercare di far viaggiare il pubblico con una storia che mette in relazione fra loro le diverse opere proposte nel programma, creando così un vero e proprio filo conduttore su un tema, un viaggio appunto. Per il viaggio musicale dell’anno scorso, che ruotava intorno all’Amore visto da quattro personaggi femminili del mondo dell’opera, Irene ed io abbiamo invitato Bianca Bonaldi, splendida ballerina originaria di questa zona, e Giovanni Perotto, scrittore, filosofo e docente al Liceo Aprosio di Ventimiglia : abbiamo avuto un super feeling tutti e quattro, e abbiamo voluto lavorare nuovamente insieme quest’anno, per un altro tema. « A forza di essere vento » narrerà di musiche che hanno viaggiato nel vento e che hanno lasciato insieme a lui dei messaggi : a cominciare dall’Abisso degli Uccelli di Messiaen, nato in un campo di concentramento, fino ad arrivare al Canto degli Uccelli di Pablo Casals, antichissima melodia popolare catalana, diventata l’inno della nostalgia di un paese libero (la Spagna franchista). Perché il vento ? Perché la musica viaggia, i popoli viaggiano, le culture viaggiano, a volte per scelta, a volte per foza… non su un treno, non su un aereo, ma nell’aria, attraverso il vento. È lì che ha luogo il vero viaggio, quello che resta. Ed è nel vento che lascia i suoi messaggi, e fa sì che le culture e i costumi cambino, le mentalità evolvano, i popoli si spostino e vadano alla ricerca di cambiamenti, di altre necessità. Il vento è per me la prima forma di musica, insieme alla natura in senso più ampio, di cui fa parte : e qui a Pigna, basta sedersi in una piazza secolare, in un carruggio dove ancora le pietre parlano, o sotto un cipresso, per ascoltare il vento e sentire che ci parla, ci parla veramente ! Basterà venire domenica sera, alle 21 in Piazza Castello, per ascoltare il suo messaggio!