“La lavanda, quella di montagna, ha le meravigliose fragranze che soltanto quelle lavande hanno: nate e cresciute in posti sassosi, ghiaiosi e poveri, menano una vita delle più grame e dure. Tese nello sforzo della sopravvivenza, accumulano nelle foglie e nei fiori le loro odorose e fortissime essenze (Paolo Pejrone)”.
Domani (sabato 15 giugno), dalle 10 alle 12.45, nella sala conferenza del Floriseum, i tecnici dell’Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo presenteranno le attività condotte nell’ambito del Progetto INTERREG-ALCOTRA FINNOVER 1198 che mirano a mettere in evidenza le potenziali proprietà fito-farmacologiche di prodotti ottenuti da lavanda.
In particolare, saranno presentate le attività biocide e repellenti dei prodotti naturali ottenuti da alcuni genotipi di lavanda diffusi sul territorio ALCOTRA attraverso una valorizzazione e un utilizzo degli scarti di lavorazione e nell’ottica di poter fornire al comparto agricolo prodotti da impiegare nella gestione sostenibile delle colture.
Verranno presentate anche le attività del progetto “LAVANDA RIVIERA DEI FIORI” che propone la promozione di tale coltura sul nostro territorio e del progetto INTERREG-ALCOTRA ANTEA, finalizzato alla valorizzazione dei fiori come prodotto edule.
Al termine della mattinata, sarà proiettato un documentario dal titolo “La montagna blu”.
Con il termine di lavanda ci si riferisce ad un gruppo di piante che si mostra come un cespuglietto legnoso dal quale si elevano esili steli che portano al loro vertice un gruppo di profumati fiorellini blu-viola.
Diverse sono le specie e le varietà che si coltivano e ciascuna di queste si adatta meglio a territori montani o collinari o costieri.
Gli usi della lavanda sono molteplici. Il nome del genere Lavandula deriva da “lavare”, a segno dell’impiego che ne è sempre stato fatto nell’igiene personale.
Diverse specie possono avere anche delle applicazioni terapeutiche. Nella medicina tradizionale cinese, ad esempio, la lavanda viene utilizzata per trattare diverse patologie fra cui infertilità, infezione, ansia e febbre; nella medicina araba per trattare mal di stomaco e problemi renali.
Varie tradizioni popolari, inoltre, la usano per altri scopi terapeutici come ad esempio antidepressivo, antispasmodico, antiflatulento, antiemetico, diuretico e come rimedio topico per punture di insetti.
A ciò si aggiungono le qualità estetiche ed olfattive del fiore di lavanda che si prestano molto bene alla creazione di oggetti per l’arredo ornamentale e la profumazione di ambienti.
La lavanda, inoltre può essere utilizzata, da sola o in mescolanza con altre spezie, come aromatizzante nella preparazione di cibi e bevande. Un ulteriore uso, meno conosciuto ma ampiamente documentato nella letteratura scientifica, è costituito dal possibile uso degli oli essenziali di lavanda come repellenti e biocidi nei confronti di diverse specie di insetti.
L’entroterra del ponente ligure, in quell’arco di valli a ridosso delle Alpi Marittime che va dal confine con la Provenza fino al Colle di Nava, vanta una ricca tradizione nella coltivazione e distillazione della lavanda che, se per molto tempo è rimasta solo una coltura da nicchia, dagli ultimi anni è stata oggetto di valorizzazione auspicandone un incremento della diffusione.
Sono diversi i progetti che si stanno portando avanti sul territorio, ciascuno dei quali è focalizzato su aspetti diversi concernenti questa coltura.