Silurare una Donna? Un pessimo esempio per il PD. Serve L’Unità.
Si dovrebbe invece lottare contro il fascismo dilagante a Genova, città medaglia d’oro alla Resistenza

Il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione, si è oggi pronunciato a difesa di Cristina Lodi, la Capogruppo Pd silurata dal suo incarico:
«Chi non lavora, non sbaglia!» – così Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – «Cristina aveva già respinto le accuse e non aveva accettato di lasciare l’incarico ma ciò nonostante è stata silurata ugualmente… Ed allora, di quale Democrazia parliamo, scusate? Una Donna, trattata in questo modo, da un Partito che si dovrebbe definire uguale per tutti? E se fosse stata un Uomo, l’avrebbero trattata allo stesso modo per un errore amministrativo?
Mi stupisce, ma davvero, che da un incidente interno al gruppo, quella sia diventata un’occasione di una ghigliottina pubblica di una Donna, una Donna che però per noi altre Donne c’è sempre stata a Genova. E lo dimostrano le oltre 300 firme in poche ore per sostenerla.
Noi oggi come Comitato chiediamo che in quanto Donna, tra l’altro l’unica Donna Capogruppo, possa essere trattata alla pari come se fosse stata un Uomo, per cui invitiamo ad un ripensamento sulla decisione già presa. Questo lo chiedo, credo, a nome anche di tutte quelle Donne e di tutti quei Cittadini che hanno creduto in lei. A tutte noi può succedere di sbagliare, sui nostri posti di lavoro, ma è proprio un Partito come quello Democratico che dovrebbe insegnare l’uguaglianza e il Rispetto, a doverne dare l’esempio: come pensavate di darlo in questo modo?
Tuttavia, per capire la buona fede di Cristina, basta affidarsi alle parole del Sindaco di Stazzema Maurizio Verona che qualche giorno fa ringraziava, addirittura, la Lodi con le seguenti parole: “Se a Genova è attiva la raccolta firme per la Legge Antifascista è grazie a Cristina Lodi, capogruppo del PD, che insieme al suo staff si è attivata in prima persona per procurarsi i moduli, farli vidimare e metterli a disposizione della cittadinanza. Se i genovesi possono firmare la legge, è grazie all’impegno di Cristina. Attendo con ansia, caro Sindaco Bucci, la tua foto che ti ritrae, insieme alla tua giunta, a firmare la legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista, sul gruppo Facebook”, invitando così il Sindaco di Genova Marco Bucci a firmare la proposta di legge antifascista, per cui…
Sperando che Cristina possa essere reintegrata nel proprio Partito, e noi davvero ce lo auguriamo, le energie di tutti ora dovrebbero essere impiegate intorno al fatto che “il centrodestra del Comune di Genova vuole un’anagrafe che equipara fascismo e comunismo, presentato dal consigliere Mario Mascia (Forza Italia): un fatto inconcepibile dal momento in cui i fascisti sono stati definiti criminali di guerra mentre, come precisano dal PCI di Genova, andrebbe sottolineata la grande funzione storica che il Comunismo con i suoi dirigenti ha svolto, dal contributo determinante nella lotta Partigiana alla scrittura della Carta costituzionale, sempre ispirati dai valori dell’antifascismo, dell’uguaglianza, della libertà e della democrazia.
Ci opponiamo dunque anche noi, fermamente, ad ogni tentativo di paragonare i crimini nazifascisti che contano 20 milioni di innocenti, tra cui bambini e Donne, alle lotte e alle nobili opposizioni alla follia omicida nazifascista.
Andrebbe infine notato come, nel corso della storia, i Comunisti sono sempre stati per la Giustizia e la Dignità dei Lavoratori e degli sfruttati
mentre il fascismo e l’apologia al fascismo sono tuttora considerati dei reati previsti anche dall’articolo 4 della Legge Scelba e dalla successiva legge Mancino attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.»

(Nella foto, Cristina Lodi)