I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Triora hanno proseguito l’attività anti-bracconaggio nella Valle Argentina. In particolare, durante il servizio di vigilanza ambientale svolto in località Fontanili, i militari hanno proceduto al controllo di tre uomini in atteggiamento di caccia, riscontrando un’opposizione veemente all’attività di verifica: la ragione della reazione era verosimilmente collegata alla circostanza che uno di loro, oltre a esercitare l’attività venatoria in una giornata non consentita in relazione alle specie cacciate, era privo di tesserino venatorio e aveva con sé due coltelli con lama da 14 cm ancora sporchi di sangue. Lo stesso uomo, nel 2018, era già stato destinatario di un provvedimento di revoca del porto d’armi emesso dalla Prefettura di Imperia.
Nei giorni successivi i militari, con la collaborazione dei colleghi delle Stazioni Carabinieri Forestale di Badalucco e Sanremo, hanno effettuato una perquisizione, estendendo gli accertamenti anche agli apparati telefonici in uso, coadiuvati per l’esame di questi ultimi dalla sezione di Polizia postale e delle comunicazioni di Imperia.
Sono stati sequestrati 19 fucili, una pistola e circa 150 munizioni: i primi in via precauzionale in relazione alle non corrette modalità riscontrate nella custodia, mentre il munizionamento è stato sottoposto a sequestro probatorio poiché non denunciato e nascosto in una cantina.
“L’impegno dei Carabinieri Forestali sul territorio non ha quindi momenti di pausa – afferma il Ten. Laura Crimaldi, Comandante del Nucleo Cites di Imperia – Nel periodo invernale il Nucleo è impiegato anche con le Stazioni CC Forestali nell’attività di vigilanza venatoria, verificandone le modalità di esercizio, nonchè la regolarità delle modalità di custodia e dei diversi titoli di possesso insieme alle Stazioni Carabinieri territorialmente competenti”.
I Carabinieri del Nucleo Cites, nell’ambito delle attività antibracconaggio, sono anche costantemente impegnati nelle attività di prevenzione e contrasto ai reati commessi in danno agli animali, non soffermandosi alla sola avifauna selvatica, ma estendendo la tutela alle specie in commercio ed alle piante minacciate di estinzione.