Serge Voronoff negli anni ‘20 del Novecento fu uno degli uomini più popolari del pianeta: i suoi trapianti testicolari da scimmia a uomo promettevano di bloccare il processo di invecchiamento e di potenziare la sessualità maschile. In Italia e in Francia venne coniato il verbo “voroniffizare/voronoffiser” che significava “ringiovanire”. Mussolini nel 1923 si autodefinì “il Voronoff d’Italia”. Voronoff ispirò scrittori quali Svevo, Bulgakov o Conan Doyle, canzoni, riviste e numeri di avanspettacolo. Fu detto che ciò che connotava il ventesimo secolo erano i grattacieli americani e le sue operazioni.

Nel 2014 è stato pubblicato “Il sogno dell’eterna giovinezza” dell’autore Enzo Barnabà – che vive a Grimaldi di Ventimiglia a un tiro di schioppo dal favoloso château dello scienziato – una biografia di Voronoff, scritta con taglio letterario unito a rigore scientifico, che ha fatto uscire il chirurgo franco russo dalla mitologia e ha premesso di rispondere a quesiti quali: i suoi trapianti funzionavano davvero? È lui che ha introdotto l’Aids in Europa?

Recentemente, una casa editrice russa, venuta a sapere del libro, si è mostrata interessata alla sua qualità e alla possibilità di far conoscere un importante scienziato rimasto sconosciuto in patria sin dai tempi della cortina di ferro. Sono stati ceduti i diritti, la traduzione del testo è già iniziata e, grazie al lavoro di Barnabà, i russi conosceranno finalmente il celebre scienziato loro compatriota.