“La Regione promuove le identità e si impegna a superare ogni discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne e delle persone in condizioni di debolezza, favorendo la piena partecipazione e la rappresentanza paritaria dei generi alla vita politica, economica, sociale, culturale e civile della comunità regionale e delle comunità locali”. Lo ha detto l’assessore regionale alle pari opportunità Simona Ferro in merito alla mozione di sostegno alla legge Zan, proposta ieri in Consiglio regionale, che è stata respinta dall’assemblea.
“La Regione Liguria ha fatto un percorso e si è dotata nel tempo di due leggi molto importanti – ha spiegato – con la legge 26 del 2008 (Integrazione delle politiche di pari opportunità di genere in Regione Liguria) ha perseguito l’universalità dell’esercizio dei diritti di cittadinanza e le pari opportunità tra uomini e donne nella vita economica, sociale e politica, mediante l’integrazione della dimensione di genere nella normativa e nell’azione politica e programmatica regionale; con la legge 52 del 2009 (norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere) ha confermato la necessità di adottare politiche finalizzate a consentire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere, promuovendo il superamento delle situazioni di discriminazione. La Regione Liguria, dunque, già si impegna a tutelare le differenze e a contrastare le discriminazioni di genere; lo Statuto della Regione si fonda sui principi di libertà, sussidiarietà, pluralismo, democrazia, uguaglianza fra uomo e donna, giustizia e solidarietà e l’azione del governo regionale è sempre stata sollecita nell’attuare le pari opportunità”. “Impegnare la Regione Liguria al sostegno della ‘legge Zan’ – ha concluso – non inciderebbe in nessuna maniera sulle attuali normative regionali in materia ed è per questo che è stata chiesta la riformulazione della mozione rendendola più aderente alla realtà ed alle esigenze dalla Regione, ma questo non è stato ritenuto accettabile dal proponente”.