A i veti, DPCM alla mano, di ben due Ministri, alle preoccupazioni espresse dal virologo Walter Ricciardi, dei discografici della FIMI – Federazione Industria Musicale Italiana per voce del presidente Mazza dei pubblicitari dell’ADCI Art Directors Club Italiano – settore che attraverso le aziende che pianificano decine di milioni di pubblicità sulla kermesse è colonna portante del Festival – nonché alla voce contraria del cosidetto ‘popolo del web’,  sembrano essere impermeabili i vertici RAI, l’organizzazione del Festival e il direttore artistico Amadeus, che ‘tirano dritto’ per un Festival ‘normale’. In questo contesto si aggiunge allora la valutazione degli esperti legali che  figurano gli  scenari e conseguenze sia in termini di regolarità del Festival che di possibili conseguenze legali in una casistica che prende in esame la possibile ‘covidizzazione’ di cantanti, pubblico, ospiti e conduzione.  

“Come da prescrizioni legislative qualora un cantante risultasse positivo al Covid-19 – spiega l’avv. Franca Vianello dello studio legale internazionale Rödl & Partner – come succede per qualsiasi altra persona, andrebbe immediatamente isolato e posto in quarantena. Non esiste, infatti, nessuna deroga per chi lavora nel mondo dello spettacolo ad esibirsi ugualmente, e questo in automatico potrebbe costringerlo ad abbandonare la competizione”.

DPCM alla mano, e salvo diverse intese il cantante o musicista in gara che dovessero contrarre il Covid-19 al Festival che, come detto in ottemperanza al decreto in vigore dovrebbe auto isolarsi e abbandonare la competizione.

Ma non solo: “Il concorrente – prosegue l’avvocato di Rödl & Partner – potrebbe, in linea teorica, rivalersi sull’organizzazione, facendogli causa, peraltro soltanto qualora il contagio fosse dipeso dal mancato rispetto da parte di quest’ultima delle norme sanitarie anti-contagio atte a garantire la sicurezza dei cantanti in gara.”

Diverso è il caso del possibile contagio del presentatore Amadeus, che potrebbe essere sostituito in corsa, come letto, da Fiorello. Ferma restando la responsabilità dell’organizzazione in caso il contagio fosse dipeso da inadempienze della stessa alle norme igienico-sanitarie, “è invece per contro prospettabile, qualora il contagio dovesse dipendere dal mancato rispetto da parte del conduttore di tutte le cautele per non ammalarsi – spiega l’esperto legale di Rödl & Partner – che possa essere la RAI a rivalersi legalmente su Amadeus, salvo diversi accordi contrattuali“.

Per i cosiddetti co-conduttori e co-conduttrici la cui presenza non è effettivamente sostanziale basterebbe applicare le medesime norme di isolamento e quarantena dei cantanti. Stesso discorso vale anche per i super-ospiti.

Le maggiori preoccupazioni arrivano, però, per possibili focolai di contagio tra il pubblico in sala, su cui la RAI sembra non voler ‘tirar dritto’ anche dopo il no del Prefetto di Imperia, coinvolgendo figuranti pagati. Che siano spettatori reali o a contratto il teatro Ariston per le sue ridotte dimensioni è un luogo ideale per la diffusione del virus, nonostante l’organizzazione possa aver predisposto tutti i protocolli sanitari necessari. Inoltre, non è possibile sapere se chi siede in platea, nei giorni precedenti l’ingresso in teatro, abbia mantenuto tutti i comportamenti corretti anti-contagio. Questa situazione potrebbe permettere la diffusione del virus anche tre le maestranze dell’evento, nonché i musicisti dell’orchestra.

“Proprio per quest’ultimo caso la situazione si complica un po’ – chiarisce l’avv. Vianello di Rödl & Partner – se un membro dell’orchestra dovesse risultare positivo è chiaro che dovrà essere sottoposto a quarantena. Ma qui il vero problema – ipotizza il legale –  nasce per i colleghi, visto che le distanze ridotte tra i musicisti e l’assenza di mascherine, condizione inevitabile per suonare gli strumenti a fiato, rappresentano una via di diffusione privilegiata per il virus. A questo punto l’organizzazione per ovviare a qualsiasi problema dovrebbe immediatamente sottoporre a tampone tutta l’orchestra. Con la conseguente impossibilità per la stessa di poter salire sul palco a suonare fintanto che non siano arrivati tutti i risultati, si spera, negativi dei test.”

E IL DANNO REPUTAZIONALE E’PRESSOCHE’ CERTO.
Ai rischi legali, che come detto potrebbero ingenerare una serie di effetti a catena, conditi di carte bollate e richieste di risarcimento, si aggiunge poi l’ipotetico, ma probabile – anche solo a livello statistico – rischio reputazionale. Ovvero un Festival ‘a tutti i costi’, l’Organizzazione, Rai e Amadeus su tutti, dovrà, oltre a centrare gli obiettivi di ascolti raccolta pubblicitaria, essere immacolato dal punto di vista dei contagi. “In effetti – riflette Davide Ciliberti, esperto di comunicazione del gruppo Purple & Noise – considerata la forte volontà da parte di Rai di tenere dritta la barra e andare avanti con pubblico in sala, questo Festival dovrà essere immacolato dal punto di vista di contagi, anche perché – continua lo spin doctor – immaginate che accadrebbe a livello mediatico, ma non solo, laddove anche solo una persona del pubblico dovesse ammalarsi…”