“Si parla di turismo per il futuro urbanistico della città di Imperia e Confesercenti è molto attenta- interviene Ino Bonello presidente provinciale- a ciò che si vuole programmare. Il prossimo Piano Urbanistico Comunale deve servire a ricucire il territorio imperiese, con i troppi buchi lasciati negli ultimi venti anni. Una città trasformata per abbandono di tanti siti industriali, per modifica delle attività portuali ed infrastrutture non completate.
Oggi in più abbiamo il sedime della vecchia linea e le aree ex ferroviarie , compresi gli immobili delle stazioni.
Un futuro che va condiviso con le forze sociali della città, sapendo che nessuno può esimersi dal rispondere ai cambiamenti climatici del pianeta. Servono città intelligenti, Smart , ricche di servizi con infrastrutture sostenibili.
Servono aree verdi con azioni di tutela attente ed una forte protezione della costa marittima , nuove aree pedonali, valorizzazione dei borghi storici.
Servono azioni concrete per sviluppare nuove opportunità di lavoro per le prossime generazioni basate su cultura, prodotti della terra, commercio e turismo.
L’economia deve prevedere un piano integrato che valorizzi i vari siti storici collegati con nuove aree ludiche e sportive all’aperto, privilegiando una mobilità ciclabile.
Il turismo deve essere basato su una città accogliente, sicura e protetta, ospitale ed aperta , una città portuale, capitale della Dieta Mediterranea, collegata con l’entroterra con percorsi ciclo/pedonali .
Servono sostegni ed agevolazioni per nuove strutture ricettive accessibili a tutti, compreso il turismo giovanile, legato al divertimento.
Un turismo che valorizzi il nostro Mediterraneo, la nostra pesca, i nostri uliveti.
Un turismo legato saldamente alle tradizioni locali, alla Liguria”.
“Confesercenti- conclude Bonello- è pronta a portare il proprio contributo come rappresentante di categorie economiche importanti.
Serve però una maggiore volontà da parte del Comune ad aprire ad una fase di ascolto, capendo che ” da soli” si fa più veloci ma governando la ” cosa pubblica ” non si può decidere solo con chi è all’interno del Palazzo”.