Urban Theory è una sigla che nel corso del tempo è stata protagonista di notevoli evoluzioni. Inizialmente è partita come una scuola di danza del Ponente Ligure. Successivamente, Jessica De Maria, insegnante della scuola con decennale esperienza, porta i suoi allievi alla selezioni di Italia’s  Got Talent, e Urban Theory diventa a tutti gli effetti un progetto di dance crew.
Federica Pellegrini comprende per prima l’enorme potenzialità del gruppo, e decide alla fine di premiarlo con un Golden Buzzer.
Da allora, Urban Theory comincia la sua ascesa, con diverse esperienze in campo televisivo: tra tutte, Fiorello li chiama come corpo di ballo per il programma “Viva RAI PLAY!“.
La parentesi televisiva sembra la tappa definitiva per la conferma di notorietà del gruppo, che invece in poco tempo raggiunge un altro risultato eclatante in termini numerici e qualitativi: Urban Theory diventa un fenomeno social.
Qualche numero: 100 milioni di visualizzazioni, più di 800 mila followers, 10 milioni di like, con contenuti che vengono periodicamente trasmessi e ricondivisi sulle principali piattaforme social e TV di tutto il mondo.
A questo punto i risultati impressionanti vengono cavalcati dai media italiani e internazionali, dal web alle tv. “Striscia la notizia” trasmette una loro coregorafia.
E arriva una prestigiosissima partecipazione televisiva: lo show americano di Jimmy Fallon, l’erede di Dave Letterman. Una vera consacrazione.
Urban Theory non è un semplice gruppo di ballerini: il quid novi rispetto ad altri afferisce a diversi fattori creativi, come l’ideazione di proprie coreografie e la composizione di temi musicali relati, la mimica, la teatralizzazione del gesto, lo studio scenico dei costumi.
Con le ospitate televisive eccellenti, i video ormai virali, e i nuovi impegni all’orizzonte, l’evoluzione degli Urban Theory appare indubbiamente destinata a un continuo crescendo.