CNA Impresa Donna esprime soddisfazione per le misure annunciate, nella ormai prossima Legge di bilancio, a favore del lavoro e dell’imprenditoria femminile: esonero contributivo per l’assunzione di donne e istituzione del Fondo a sostegno delle imprese femminili.

«È un’attenzione che tiene fede agli impegni assunti da parte delle forze politiche in occasione dei ripetuti incontri e confronti avuti con la nostra organizzazione.», dichiara Alice Maccario, Presidente territoriale del raggruppamento CNA Impresa Donna di Imperia. «Il lavoro e la crescita dell’imprenditoria femminile sono fondamentali per lo sviluppo della nostra società, per questo investire nell’imprenditoria femminile significa liberare energie positive nell’interesse di tutto il Paese.»

Il IV Rapporto nazionale sull’imprenditoria femminile realizzato da Unioncamere e presentato lo scorso luglio ha evidenziato che negli ultimi 5 anni, dal 2014 al 2019, le imprese femminili sono aumentate maggiormente rispetto a quelle maschili: +2,9% vs +0,3%. Basti pensare che in valori assoluti l’aumento delle imprese femminili è stato più del triplo rispetto a quello delle imprese maschili: +38.080 vs +12.704. In pratica, le imprese femminili hanno contribuito a ben il 75% dell’incremento complessivo di tutte le imprese in Italia che è stato pari a +50.784 ed hanno rappresentato il 22% del totale delle imprese.

Tra aprile e giugno, però, le iscrizioni di nuove aziende guidate da donne sono oltre 10mila in meno rispetto allo stesso trimestre del 2019. Questo calo, pari al -42,3% a livello nazionale, è superiore a quello registrato dalle attività maschili (-35,2%), seppur si evidenzia indifferenza di genere riguardo alle cessazioni effettive: le imprese femminili hanno segnato un calo sostanzialmente in linea con quello rilevato per le imprese maschili (-38,8% vs -39,8%). Di fronte al Covid, dunque, molte aspiranti imprenditrici devono aver ritenuto opportuno fermarsi e attendere un momento più propizio. Un trend purtroppo confermato anche a livello territoriale per Regione Liguria con una variazione % delle nuove iscrizioni nel II trimestre 2020 rispetto al II trimestre 2019 pari a -50,7%.

Prosegue Alice Maccario, «Nonostante le imprese in rosa siano cresciute negli ultimi cinque anni a un ritmo molto più intenso rispetto a quelle maschili, al momento il trend di crescita delle aziende guidate da donne risente fortemente e più delle altre degli effetti del Coronavirus. Occorre lavorare per rimuovere gli ostacoli, fin troppo noti ed ancestrali, che ne impediscono crescita e sviluppo.».

La Presidente territoriale di CNA Impresa Donna ha infine espresso apprezzamento per l’attenzione rivolta al lavoro femminile e in particolare all’imprenditoria femminile nella Legge di bilancio. «Dopo una disattenzione di anni verso l’imprenditoria femminile e tante promesse disattese – ha concluso Alice Maccario – è giunto il momento di cambiare passo ma anche prospettiva e delineare nuove architetture. Come CNA Impresa Donna vogliamo offrire un sostegno qualificato e qualificante per le politiche che si vorranno e dovranno mettere in campo e soprattutto rappresentare quel potenziale, ad oggi ancora inespresso, su cui puntare per il rilancio».