Trascorso qualche giorno dalle polemiche scatenate dalle dichiarazioni del Presidente Toti sugli anziani, e’ utile analizzare gli argomenti alla base di tali dichiarazioni perche’ hanno un impatto immediato sulle scelte per sconfiggere la pandemia di Covid-19.

Nella visione del Presidente Toti, “proteggere” gli over 70 limitandone gli spostamenti
rimuoverebbe dall’equazione gli individui fragili che causano l’ingorgo degli Ospedali, e permetterebbe cosi’ alla societa’ di tornare a produrre e assicurare una “vita normale” ai non-anziani nel mezzo della pandemia di Covid. La formulazione piu’ completa di tale teoria e’ contenuta nella “Great Barrington Declaration” firmata il 4 Ottobre 2020, che ipotizza che in tal modo si possa conquistare l’immunita’ di gregge che poi proteggerebbe tutti.

Una proposta che nel pieno della pandemia fa balenare la possibilita’ di un ritorno immediato alla vita normale e l’acquisizione di immunita’ protettiva e’ comprensibilmente molto attraente. Ma e’ senza supporto scientifico ed estremamente rischiosa, come evidenziato dal “John Snow Memorandum” pubblicato il 14 Ottobre su Lancet. Vedo molti motivi per favorire quest’ultima posizione, che invece invoca interventi urgenti di salute pubblica per sopprimere e poi controllare il contagio.

Primo, la popolazione a rischio di Covid severo o letale non sono solo gli anziani, ma anche gli individui con diabete, ipertensione, o qualsiasi grado di obesita’, patologie molto diffuse anche nella popolazione di eta’ produttiva.

Secondo, il 90% della popolazione e’ ancora “vergine” al SARS-CoV-2, non ha immunita’. Percio’ se il virus e’ lasciato libero di correre, il numero di contagi che colpira’ la popolazione piu’ giovane sara’ tale che ne emergeranno per probabilita’ statistica casi gravi, ospedalizzazioni, e decessi, con un impatto pesante su Sanita’, forza lavoro, e produttivita’. Inoltre permettere l’infezione a largo raggio e’ rischioso anche per i piu’ giovani, perche’ non si conoscono ancora le conseguenze a lungo termine di infezioni anche lievi, ne’ si conosce la prevalenza del “long Covid”, cioe’ di quelle versioni del Covid che perdurano per mesi.

Terzo, negli stati quali gli USA che per favorire il business hanno usato lockdown brevi e frammentari, la mortalita’ e’ stata molto alta, non c’e’ mai stato un vero intervallo nei contagi, i colleges sono chiusi, i laboratori di ricerca funzionano a un terzo del ritmo usuale, e una grande percentuale di persone e’ senza lavoro. E i dati di oggi ci dicono che non sono protetti dalla seconda ondata di Covid.

Ci sono invece Stati in cui la vita sta tornando a livelli quasi normali — il Giappone (che ha la piu’ alta percentuale al mondo di “over 65”!), il Vietnam, la Nuova Zelanda. Questi stati hanno dato priorita’ ad energiche misure per sopprimere e poi controllare la trasmissione del contagio rispettando le liberta’ individuali. Anche attraverso quarantene volontarie di intere citta’ e soprattutto investendo sul tracciamento dei contagi con tutte le tecnologie piu’ sofisticate. Esattamente la combinazione di cui in questo momento c’e’ bisogno in Italia e in Liguria.

Mara Lorenzi per Civicamente Bordighera