– Il Comitato per gli Immigrati scrive al Governo Conte e al Presidente Mattarella: urgente una nuova Legge in Italia a difesa della Comunità LGBTQI.

Troppe vittime

Il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” ha mandato un atto ufficiale al Governo Conte e Presidente Mattarella, indirizzato anche al Senato, chiedendo che sia approvata una nuova Legga a difesa della Comunità LGBTQI:

«Il motivo di questo nostro gesto è la pericolosità e l’aggressività degli attacchi, sempre crescenti, nei confronti di chi dichiara il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere» – spiega Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – «Abbiamo riproposto le 52 mila firme per chiedere una Legge esplicita contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, da noi raccolte e già consegnate nel 2017 alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini in un incontro con Carlo Leoni, il Consigliere politico istituzionale della Presidentessa Boldrini. Oggi riprendiamo l’iniziativa a seguito dell’ennesimo episodio omofobo, questa volta subito da Camilla Cannoni, la 23enne Infermiera di Genova che, dopo essere stata definita “sporca lesbica” e “pervertita”, di recente non è riuscita a presentarsi al lavoro perché ha trovato la propria auto danneggiata: le avevano bucato le gomme dell’auto e spaccato gli specchietti. La ragazza, dopo aver proposto alla sua fidanzata di sposarla, ha ricevuto le minacce di morte.

Sono sempre di più le Persone che si rivolgono al nostro Comitato, impaurite di dichiararsi. Di recente ci aveva contattato anche un Manager di un’importante Multinazionale che necessitava di fare il coming out perché si sentiva una Donna imprigionata nel corpo di un Uomo ma aveva timore di essere preso di mira, esattamente come è successo a Camilla.

Ricordiamo anche Maria Paola Gaglione, uccisa a Napoli dal fratello che non tollerava la sua relazione amorosa con un Transessuale, un’altra vittima dell’odio altrui.

Si tratta delle vite delle Persone. Perché di Persone stiamo parlando. Perché essere perseguitati non è mai un qualcosa di facile da sopportare e dunque oggi noi abbiamo chiesto che sia istituita una Legge penale nuova, con un articolo del codice penale, che stabilisca che chi discrimina gli Omosessuali, i Bisessuali ed i Transessuali sia punito e che tali punizioni siano identiche a chi perseguitava le minoranze dopo le tragedie della la seconda guerra mondiale ossia, una nuova Legge Mancino, ad esempio denominata “Legge LGBTQI”, tenendo però presente che andrebbero tutelati soprattutto sui luoghi di lavoro oppure nelle scuole in modo che non si creino vittime di pressing, mobbing e bullying. Abbiamo dunque chiesto che siano puniti non soltanto coloro che usano la violenza contro chi della Comunità LGBTQI ma anche coloro che istigano.

Abbiamo rivolto il nostro invito ufficiale anche alla Ministra delle politiche sociali Nunzia Catalfo ed a Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana, sperando che, insieme al Presidente Mattarella, possano accogliere il nostro invito a Difesa di milioni di vittime innocenti», conclude la Matikj.

Il Comitato per gli Immigrati ha creato il primo caso contro l’omofobia dopo una loro denuncia al Consigliere regionale di Lega Nord Giovanni De Paoli, un precedente tramite la Procura di Genova che avrebbe deciso di estendere l’applicazione delle Legge Mancino che prevede l’aggravante per le dichiarazioni razziste anche a quelle omofobe. «Ma non basta» – aggiunge Aleksandra Matikj – “servono pene severe, se no l’odio e la violenza saranno sempre peggiori. Si è arrivati in Italia da un omicidio familiare ad una minaccia di morte, solo dei casi recenti, si tenga presente questo in primis. E ne tenga anche conto anche Stefania Pucciarelli, Presidentessa della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani che altresì invitiamo a dichiararsi in merito sperando che si rendano conto che ci sono migliaia di Camille e Maria Paole in Italia: gli esponenti della Lega Nord ci tengono ai propri Concittadini oppure no?»