L’attività fotografica è sempre ufficialmente proseguita durante il periodo di emergenza sanitaria, ma di fatto, il settore della fotografia, che ha la sua ragione d’essere nel rappresentare eventi pubblici e privati, è rimasto invece sostanzialmente fermo, in quanto la sua clientela di riferimento era nell’impossibilità di operare.
«Non c’è prospettiva per noi!», A lanciare l’allarme i Fotografi CNA.
«Un chiaro esempio di questa situazione è quello relativo ai matrimoni, la cui celebrazione è consentita, ma con molte precauzioni sanitarie molto stringenti e numerose difficoltà di gestione. Molte coppie hanno deciso di rinviare la cerimonia a tempi migliori, in genere di almeno un anno, e per questo motivo i fotografi matrimonialisti rischiano di restare, almeno fino alla prima parte del 2021, senza lavoro. Lo stesso discorso può essere fatto per molti altri tipi di celebrazioni ed eventi, che prevedono la partecipazione di pubblico: battesimi, comunioni, fiere, musei, teatri, concerti e spettacoli. Se alle attività correlate agli eventi si aggiunge la fotografia legata alla promozione del territorio ed al marketing delle imprese, se ne ricava chiaramente l’importanza, strategica, che questo settore ha anche nel rilancio dell’immagine dell’Italia.»
«Tutti i fotografi hanno dovuto continuare a pagare le utenze, gli stipendi di dipendenti e collaboratori e le spese base di manutenzione degli studi e dei locali nei quali prestano la loro attività a fronte di un fatturato più che dimezzato ed in parecchi casi addirittura praticamente nullo. Inoltre, l’indennità prevista per i mesi di marzo e aprile è stata rilasciata solamente ad alcuni professionisti. Infatti, i fotografi iscritti contemporaneamente all’Inps come artigiani e ad una cassa professionale privata, non hanno potuto accedere all’indennità e non hanno ricevuto nulla.»
A fronte di questa oggettivamente drammatica situazione, non si comprende la ragione che ha portato l’Esecutivo ad includere, giustamente, nell’Allegato 1 del Decreto Ristori i codici ATECO di chi organizza convegni e fiere (823000), feste e cerimonie (960905), di chi noleggia attrezzature per manifestazioni e spettacoli (900201) e di chi svolge attività di supporto alle manifestazioni artistiche (900209), ma ad escludere attività analoghe e collegate come quelle relative alle attività fotografiche.
«E’ ora che la politica inquadri nel suo obiettivo il nostro settore e lo valorizzi, così come noi ogni giorno valorizziamo l’immagine di prodotti, eccellenze e territori del nostro Paese».