“Un mese esatto è passato dall’ondata di maltempo che ha travolto Liguria e Piemonte, ma ancora aziende e privati, gravemente danneggiati, non hanno ancora visto un euro e neppure sentito il governo prendersi l’impegno per un futuro indennizzo. In queste settimane chi ha subito i danni sta compilando il modello AE delle Camere di Commercio di competenza, ma, a conti fatti, senza avere la benché minima certezza di ottenere un indennizzo. Inoltre, se anche le risorse saranno finalmente stanziate, gli indennizzi avranno tempi lunghissimi, calcolabili in oltre un anno, che le imprese non possono permettersi di attendere. Il rischio, concreto, è che centinaia di negozi, attività commerciali e artigianali decidano, in questa particolare emergenza sanitaria, di chiudere per sempre i battenti, non avendo una liquidità immediata per fronteggiare i danni e le perdite dovute all’alluvione del 3 ottobre. Pertanto, auspico che il governo nel Dl Ristori, ora in discussione in Commissione in Senato, riconosca una percentuale maggiorata di indennizzi per il lockdown a tutte quelle imprese che si trovano nelle province individuate dal Dpcm come aree con stato di emergenza. L’esborso da parte dello Stato sarebbe contenuto, visto che parliamo di solo poche province: Imperia in Liguria e Biella, Cuneo, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli in Piemonte. Tuttavia gli effetti sarebbero immediati perché una celere iniezione di liquidità alle imprese colpite consentirebbe la continuità dell’attività e la salvaguardia dei posti di lavoro”. Lo dichiara il deputato della Lega Flavio Di Muro.