Mentre prosegue alla Camera l’iter parlamentare della legge Zan vi alleghiamo due articoli usciti in questa ultima settimana in cui i vescovi della nostra provincia hanno ribadito la dottrina della Chiesa rispetto a qualunque forma di riconoscimento giuridico delle convivenze tra persone dello stesso sesso.

Mons. Borghetti:

“A riguardo poi della ventilata regolamentazione legislativa delle unioni tra persone omosessuali, permane attuale – e tutt’ora valida in quanto mai abrogata e sostituita –  una Nota autorevole della Congregazione per la Dottrina della Fede fatta promulgare da Papa Giovanni Paolo II nel 2003 e intitolata Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali.(…) Dopo aver ribadito alla luce della Sacra Scrittura e la Tradizione perenne della Chiesa che “non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”, la succitata Nota confermava quanto segue: “la Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all’approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l’unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società”. Tutto ciò non impedisce né  frena  un’ accoglienza rispettosa generosa e delicata di uomini e donne omosessuali e depreca con forza qualsiasi  stigma di ingiusta discriminazione ed emarginazione.”

( qui tutto l’articolo https://www.diocesidialbengaimperia.it/la-verita-vi-fara-liberi-gv-832-la-parola-del-vescovo/)

Mons. Suetta, in risposta ad una lettera di persone con attrazione per lo stesso sesso, in sofferenza per la confusione in cui sono stati gettati dalle polemiche sulle Unioni Civili in seguito alle parole del Papa.

L’obiettivo da voi indicato è quello giusto: la Chiesa deve accogliere e accompagnare le persone omosessuali presentando integralmente l’insegnamento biblico e dottrinale come verità liberante e salvifica e deve sostenerle con tutti i mezzi – soprattutto quelli della grazia divina — in loro una risposta di fede. La pretesa invece che la Chiesa accetti pienamente l’omosessualità con un cambiamento della Sacra Scrittura, del Catechismo e della Dottrina è assolutamente estranea alla sua missione e, a mio parere, ne rappresenterebbe anche un grave tradimento per il bene e la salvezza delle persone.

Vi esorto a continuare nella promozione di giuste considerazioni e opportuni stimoli di riflessione allo scopo di alimentare un sereno confronto anche con chi non condivide il dono della fede, affinché una adeguata e corretta visione della vita umana e della sessualità impedisca derive di civiltà e soprattutto tuteli l’esistenza e i diritti dei più deboli e indifesi (bambini, ragazzi e giovani), garantendo loro una condizione degna e buona.

Sentinelle in piedi Imperia