Si è conclusa lo scorso 25 ottobre la Quinta edizione della Settimana Anticontraffazione. La Settimana rappresenta dal 2016 un’importante occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle gravi implicazioni ed i danni significativi che i prodotti contraffatti provocano al nostro Made in Italy. Effetti devastanti che incidono non solo sull’economia dei territori coinvolti, ma anche sulla sicurezza dei consumatori finali.

L’obiettivo del progetto, nato per sensibilizzare i cittadini e le imprese, nell’edizione 2020 si è articolato in una serie di webinar e di iniziative realizzate con diversi partner, tra rappresentanti delle Istituzioni ed Associazioni di categoria, per sensibilizzare un vasto pubblico in particolare sui reati connessi alle violazioni dei diritti di proprietà industriale, la presenza della criminalità organizzata ed il riciclaggio di denaro, la contraffazione nel settore moda, il contrasto al mercato del falso a livello territoriale. Durante il webinar, che si è tenuto lo scorso 22 ottobre, è stata presentata l’“Analisi del mercato del falso nella provincia di Imperia” condotta per il Ministero dello Sviluppo Economico dalla Fondazione Censis, che fa seguito agli studi seguiti a Roma, Palermo, Milano, Bologna, Pesaro, alcune Province della Calabria, della Campania, fino a giungere ad Imperia, tutte realtà analizzate sulla base delle caratteristiche della domanda e dell’offerta di prodotti e la risposta delle Istituzioni a tale problema.

La scelta di Imperia, purtroppo, non è casuale. In passato, infatti, erano emerse forti criticità rispetto al problema della contraffazione, in particolare concentrata sui mercati di Sanremo e Ventimiglia, addirittura segnalati dal Governo americano nel 2017 in una “lista nera” di mercati a livello mondiale in cui le violazioni dei diritti industriali erano maggiormente da attenzionare; una presenza che per fortuna, grazie al grande coordinamento con le Forze dell’Ordine e le azioni congiunte intraprese dalle Istituzioni, ha perso questo primato.

Durante l’incontro, moderato da Francesca Cappiello, Dirigente della Divisione Politiche e progetti per la lotta alla contraffazione DGTPI-UIBM del MISE, erano presenti Anna Italia, Responsabile di ricerca CENSIS, che ha presentato la ricerca affrontata sul nostro territorio, ed ha distinto gli interventi in diretta del Prefetto di Imperia, Alberto Intini, di Walter Mazzei, Comandante della Guardia di Finanza di Imperia, di Andrea Mommo, Comandante provinciale dei Carabinieri di Imperia e di rappresentanti di associazioni di categoria, di rappresentanza, a tutela delle produzioni, dei marchi e di consumatori.

«Con grande orgoglio, abbiamo accettato l’invito a partecipare a questo importantissimo e qualificato Tavolo di confronto», dichiara Olmo Romeo, Referente territoriale Turismo e Commercio di CNA Imperia e invitato alla web conference come relatore in rappresentanza dell’Associazione. «Un territorio piccolo il nostro, ma molto complicato. Una Provincia di confine, che segnala grandi flussi commerciali da e verso il vicino Piemonte e soprattutto verso la Francia, flussi che ovviamente alimentano fortemente la domanda del “falso”, purtroppo ben visibile ad aggirarsi nei nostri mercati o sulle nostre spiagge in estate. Quello che conosciamo di più, perché è sotto i nostri occhi, è sicuramente il mercato della falsificazione nella moda, ma non dobbiamo assolutamente trascurare il problema della contraffazione e dell’alterazione nel settore dell’agroalimentare e del florovivaistico. Il nostro “Made in Italy”, così conosciuto nel mondo per l’alta qualità delle nostre produzioni, non sempre negli anni è stato così efficace nel tutelare il proprio valore: noi per primi, come rivenditori, come produttori e soprattutto come consumatori, dobbiamo conoscere le produzioni tipiche del nostro territorio, le peculiarità dei processi produttivi che portano alla loro realizzazione, per poterli identificare, difendere e veicolare.».

E prosegue Romeo, «È qui che entrano in campo le Associazioni di categoria come CNA, il cui lavoro consiste nel sensibilizzare la società e le imprese a conoscere e proteggere quelle eccellenze, che con prodotti e lavorazioni di qualità formano la nostra identità attraverso la cura delle materie prime e delle modalità di produzione. Ed è per questo che ogni giorno evidenziamo e promuoviamo l’importanza di marchi di prodotto e di qualità, uno su tutti “Artigiani in Liguria”, che tutela le produzioni tipiche di nicchia e rappresenta un fondamentale strumento di differenziazione e difesa delle nostre tradizioni produttive, dell’originalità degli ideatori e di conseguenza del nostro tessuto economico locale».

«La contraffazione e l’alterazione, a tutti i livelli ed in tutti i settori, hanno una fortissima capacità adattativa, che deve essere sempre monitorata.», conclude Romeo. «È importante non far calare l’attenzione su questi temi ed è per questo che non solo ringraziamo per il nostro coinvolgimento a questo Tavolo, ma rinnoviamo la nostra disponibilità come CNA a partecipare ad un percorso di coinvolgimento ancor più diretto per rendere cogente l’attività anticontraffativa, interessando dunque il ruolo delle filiere».