Dall’esasperazione degli imprenditori agricoli che, giornalmente, devono fare i conti con i danni provocati dal passaggio degli ungulati, alla paura generalizzata di trovarsi faccia a faccia con uno o più esemplari su strade, autostrade e nei centri abitati liguri: misure e controlli per ridurne la proliferazione sono indispensabili per preservare le imprese del territorio e l’ambiente, evitare ulteriori incidenti e tutelare la sicurezza degli animali, dal momento che un così alto numero di esemplari accresce le probabilità di diffusione di epizoozie. 

È quanto afferma Coldiretti Liguria dato che, anche nella nostra regione,  i pericoli per l’intera società aumentano, di pari passo, con la crescita del numero di capi, ormai da tempo fuori controllo.

A livello nazionale per quasi 7 italiani su 10 (69%) ci sono ormai troppi esemplari che spadroneggiano in città e campagne (indagine Coldiretti/Ixè), un numero che ha portato il cinghiale ad essere una delle specie più endemiche d’Italia, dal momento che è arrivato a raddoppiare la propria popolazione da nord a sud del Paese negli ultimi dieci anni, superando la soglia dei 2 milioni di esemplari, protagonisti di una escalation di incidenti, aggressioni, incursioni fino dentro le aree urbane, dove sono arrivati a invadere vie e giardini pubblici, alla caccia di cibo in mezzo ai rifiuti.

“Nelle nostre campagne, a breve, ci saranno più animali selvatici che lavoratori, – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  mentre per le strade e nelle città non è una novità imbattersi in questo genere di animali, che scorrazzano indisturbati partendo proprio dal capoluogo regionale dove, segnalazioni arrivano anche dai quartieri residenziali della città, oltreché lungo tutto l’alveo dei torrenti Polcevera e Bisagno. In campagna poi, da ponente a levante, ingenti continuano ad essere i danni, partendo dalle colture che vengono completamente distrutte dal passaggio degli animali, mentre appezzamenti di terreno vengono scavati e solcati in modo irrimediabile, muretti a secco danneggiati e in alcuni casi rasi al suolo, boschi devastati,  strade consortili e mulattiere rese impercorribili, pericolo di spiacevoli incontri nei giardini pubblici, sui sentieri dell’entroterra e sulle strade carrozzabili. Non è possibile continuare a lavorare in queste condizioni e tra le proposte che come Coldiretti abbiamo avanzato per cercare di contenere e risolvere il problema, ribadiamo l’importanza di portare avanti la sperimentazione per la sterilizzazione temporanea degli animali, controllare eventuali attività illegali circa l’immissione di questi esemplari, rivedere il sistema di contenimento selettivo, incentivare l’uso delle gabbie di cattura, semplificare le norme vigente in materia di autodifesa del suolo; incentivare la pulizia e la coltivazione dei terreni incolti, veri e propri polmoni di accrescimento ecc… È necessario intervenire urgentemente per prevenire un acuirsi ulteriore della situazione, cercando di trovare, una volta per tutte, una soluzione che possa permettere la convivenza con questi animali. “

I cinghiali sono una specie ad alta mobilità in grado di percorrere grandi distanze e anche di attraversare i fiumi per spostarsi da un territorio all’altro alla ricerca di aree da saccheggiare provocando quasi diecimila incidenti stradali all’anno. I cinghiali raggiungono i 180 centimetri di lunghezza, possono sfiorare i due quintali di peso e hanno zanne che in alcuni casi arrivano fino a 30 centimetri risultando assimilate a vere e proprie armi dalle conseguenze mortali per uomini e animali oltre a diventare strumenti di devastazione su campi coltivati e raccolti.