Sala gremita, compatibilmente con il distanziamento, alla Società Operaia di Porto Maurizio venerdì pomeriggio per l’incontro con Ugo Intini, Aristide Fausto Massardo e i candidati Paola Consiglio e Roberto Saluzzo.

Ha introdotto Corrado Oppedisano, segretario regionale del PSI, seguito da Fabio Natta, Responsabile nazionale Enti locali del PSI, che ha sottolineato come, a cominciare da queste elezioni, sia stato creato un autentico progetto politico che non si fermerà dopo la campagna elettorale, un progetto di sinistra moderata e riformista in cui può riconoscersi chi non trova più la propria collocazione politica con i Democratici appiattiti sui Cinquestelle. “Votare Massardo e dare la preferenza a Consiglio e Saluzzo significa contribuire alla costruzione di qualcosa di nuovo”, ha concluso Natta.

“Per contrastare la politica Liguria del Mulino Bianco di Toti, la scelta di Sansa è stata perdente, perché ha escluso tutta la sinistra riformista, quindi non ha proprio i numeri” ha spiegato Massardo. “Un voto è utile quando propone qualcosa di nuovo per cambiare l’andazzo degli ultimi vent’anni. Per esempio: siamo gli unici favorevoli al MES, vitale per rimettere insieme una sanità smantellata in vent’anni di scelte discutibili. L’obiettivo per ora è cercare di portare alcune persone in Consiglio affinché portino avanti progetti concreti”.

Dopo il candidato alla presidenza hanno preso la parola i due candidati imperiesi, Paola Consiglio e Roberto Saluzzo parlando di sé e di politica, comportamento che aiuta a capire scelte e impegno. Ha esordito Consiglio, insegnante poco più che cinquantenne, madre di due figli: “Noi abbiamo qualcosa che manca alla corazzata Potemkin dei nostri competitor: abbiamo la forza delle idee, crediamo nel progetto Massardo. Personalmente poi credo negli ideali socialisti di mutuo soccorso, di promozione del civismo, nel diritto al lavoro, nella parità di genere, tutti valori del vero socialismo. La politica non è fine a se stessa, è gestione della cosa pubblica, crescita, ideali”.

Saluzzo, 50 anni, architetto con un figlio quindicenne e compagno di Paola Castelli si racconta così, dal punto di vista politico: “Sono socialista dall’età della ragione e per forza di cose: ero circondato, respiravo socialismo in famiglia, a scuola, ovunque, senza quasi accorgermene. Ma, sia chiaro, è stata e rimane una scelta. E, in quanto socialista di lungo corso, ho fatto tre mandati in consiglio comunale, uno a Vasia – il mio comune d’origine – e due a Imperia. Sottolineo, per chi parla di stipendio e altre frivolezze, insinuazioni che sento spesso, che è praticamente volontariato: i consiglieri prendono 27 euro a seduta. Ora sono qui perché mi riconosco nel progetto di Massardo, che è lontano dal popolo dei vaffa e da quello di “Dio, patria e famiglia”.

Prima di raggiungere la Società Operaia di Porto Maurizio per l’incontro con i candidati, Ugo Intini ha deposto un mazzo di fiori davanti al monumento a Salvador Allende, nel giorno dell’anniversario del suo assassinio. Ha poi parlato a lungo di politica. Intini, giornalista, che è stato direttore del Lavoro di Genova, deputato eletto in Liguria e ministro socialista ha analizzato la situazione con precisione: “In Liguria vedo un laboratorio importante” ha esordito l’ex deputato e vice Ministro, “perché si sperimenta una lista intorno al professor Massardo che comprende i molti cittadini che non vogliono stare né con il M5s, né con Salvini, né con i post-fascisti. E questo è collegato al referendum. Il NO è di quei cittadini che non si rassegnano all’antipolitica. Chi non vota sì al referendum, sta con noi. Se in Liguria foste alleati con M5s non sarei qui, invece ci sono, contento di esserci. Anche per via del referendum, chi dice che il Parlamento è un residuo di vecchie cose e promuove la democrazia diretta ha prodotto politici che screditano il Parlamento dall’interno, ma che sono diventati politici di professione che gridano contro la casta dei politici. Ridicolo. Il NO sarà il pilastro, la base del partito che non c’è e che unisce chi non vuole stare con M5s, populisti o post fascisti. Per questo l’esperimento ligure è importante. E siccome gli ingegneri hanno una marcia in più, perché affrontano con razionalità e lucidità i problemi pratici, questo è anche un altro buon motivo per votare Massardo. L’alleanza PD-M5s lascia intravvedere un retropensiero -Possiamo conquistare i conquistatori, come fecero i greci con i romani- che ha un fondo di ragionevolezza, ma non tiene conto del rischio opposto, perché nel DNA del PD c’è qualcosa che sta nel grillismo. Berlinguer aveva lanciato la questione morale, che può avere un’interpretazione volgare come quella del M5s o quella più sofisticata del leader del Partito Comunista, che la fa coincidere con l’austerità. Il socialismo, comunque, non è finito: è diventato la parola d’ordine dei democratici nella campagna elettorale statunitense”. Parole di speranza in tempi in cui l’ottimismo è merce rara.