“Se fino ad oggi gli italiani se la sono cavata a gestire l’organizzazione familiare ed il lavoro fra mascherine, smart working e bonus baby sitting, a cambiare le carte in tavola sarà la riapertura delle scuole, tra le difficoltà del momento, comprese le precipitose chiusure in caso di alunni trovati positivi con relative quarantene.”, dichiara il Direttore Provinciale del Patronato Epasa-Itaco, Luciano Vazzano. “Dagli asili ai licei, le aule scolastiche sono notoriamente laboratori di trasmissioni di malanni stagionali, influenze, raffreddori, mal di gola più o meno gravi. Cosa succede, allora, se in una famiglia qualcuno si ammala? Ecco alcuni utili consigli che definiscono le condizioni di accesso. Per assistenza e per conoscere le possibilità che prevedono il nostro welfare familiare, è bene rivolgersi a professionisti come gli operatori del Patronato Epasa-Itaco della CNA della Provincia di Imperia: una consulenza mirata, infatti, è necessaria per capire le possibilità e come procedere nella richiesta.”, conclude Vazzano.

37.5 gradi, non superate quella soglia

Le scuole, seguendo le indicazioni fornite a fine agosto dall’Istituto superiore di sanità e dal Comitato tecnico scientifico, hanno stabilito che con la febbre non si entra in classe e che la misurazione della temperatura è responsabilità delle famiglie. Non si entra a scuola nemmeno se la febbre è sopraggiunta nei tre giorni precedenti, e ciò vale anche per tosse, raffreddore o mal di gola. Che fare dunque? Occorre misurare la temperatura ogni giorno e, in caso di malanno di stagione, c’è l’obbligo di consultare il pediatra o il medico di famiglia e poi si vedrà.  Controindicazioni: i pediatri non consentono l’accesso a studio con temperatura superiore a 37.5: la valutazione dei malanni arriverà quindi per telefono e il rischio sarà quello di affollare di nuovo i pronto soccorso mischiando bambini e ragazzi febbricitanti contagiati e non.

Genitori nel limbo

I genitori con i figli malati, ma non sottoposti a tampone, possono o no andare al lavoro? Nel limbo dell’indeterminatezza legata alla valutazione telefonica dei medici di base sarebbe consigliabile restare a casa in smart working. Ma ciò dipende dalla decisione della singola azienda, anche perché come noto non tutti i lavori sono fattibili in modalità agile. Fino ad ora la legge prevede che si debba obbligatoriamente stare a casa solo in caso di quarantena o in attesa del responso del tampone di un familiare e non di febbre o semplice raffreddamento stagionale. Ogni azienda si regola seguendo norme di buon senso e un eventuale regolamento interno.

Contagio & quarantena

Qui siamo su campo già sperimentato in passato. Sappiamo che in caso di positività di un familiare anche gli altri debbono sottoporsi a tampone e comunque stare a casa almeno per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto. Proprio in queste ore si sta discutendo se accorciare il periodo di isolamento a 10 giorni.  In Francia è stato ridotto a 7.  La scuola qui non cambia le carte in tavola. In questo caso la quarantena scatta per tutta la famiglia del bambino o ragazzo positivo e i genitori sono tenuti a rispettarla.

Quarantena taglia-stipendio

Se in classe c’è un positivo i compagni devono stare a casa. E mamma e papà? Il Ddl 111/2020 stabilisce il diritto allo smart working del genitore lavoratore dipendente in caso di quarantena del figlio minore di 14 anni entrato solo in contatto con un positivo a scuola. Lo smart working spetta però a un solo genitore e non può essere preso se l’altro non svolge attività lavorativa. Se il lavoro agile non è fattibile è possibile ottenere un periodo di congedo al 50% dello stipendio.

Patronato, ciambella di salvataggio

Il Patronato Epasa-Itaco è a disposizione delle famiglie italiane per informare e inoltrare tutte le domande previste dalla legge che attivino il nostro welfare familiare. Congedi parentali, maternità, bonus legati alla nascita e alla genitorialità, assegni familiari sono un terreno di attività tradizionale del Patronato stesso. Con il Covid19 sono state messe in campo una serie di misure di sostegno ai lavoratori e alle famiglie, alcune delle quali ormai scadute, come il bonus baby sitter o i congedi straordinari Covid. E’ probabile che i congedi dei genitori relativi alle quarantene scolastiche dovute a contagi saranno sottoposti a domande attivabili nei Patronati. Ma al momento non sono state ancora emesse disposizioni.

A chi rivolgersi

Per consulenze ed informazioni, è possibile contattare o recarsi, previo appuntamento, presso:

  • UFFICIO PROVINCIALE PATRONATO EPASA ITACO IMPERIA Via San Francesco, 7 – 18100 Imperia – Telefono: 0183.292684 – Email: imperia@epasa-itaco.it
  • UFFICIO ZONALE PATRONATO EPASA ITACO DIANO MARINA Via Genova, 7 – 18013 Diano Marina (IM) – Telefono 0183.498979 – Email: dianomarina@epasa-itaco.it
  • UFFICIO ZONALE PATRONATO EPASA ITACO SANREMO Via B. Asquasciati, 12 – 18038 Sanremo (IM) – Telefono: 0184.500309 – Email: sanremo@epasa-itaco.it