Fervono i preparativi in un’officina di Ventimiglia per ultimare l’ultima opera del maestro Davide Puma: Giuan il pesce mangia plastica. Il grande manufatto in ferro, costruito con grande perizia da Bruno Scioli, presidente dell’Associazione Lasciadire di Ventimiglia, prende il nome da un storico pescatore del tempo passato, un maestro nel suo lavoro, Giuan, appunto: un pescatore che amava il mare e i pesci, sì pescava ma con grande rispetto per l’ambiente, era un ecologista ante litteram, solo pesci adulti, senza reti a strascico,a forza di remi, rispettando i cicli riproduttivi , le stagioni, e le distanze dalla costa. In tal modo il mare era sempre pescoso e i fondali preservati. La costruzione di Giuan, il pesce mangia plastica nasce da un’idea di Bruno Scioli che l’ha poi condivisa con il maestro Davide Puma che, subito, ha accettato la proposta di disegnare la sagoma di un enorme pesce in ferro. L’opera sarà posizionata, Sabato 29, alla foce del Rio Latte nell’ambito delle due giornate, 29 e 30, organizzate da diverse associazioni culturali e sportive con il patrocinio e la collaborazione tecnico-logistica della Città di Ventimiglia, due giornate dedicate alla promozione dell’Area Protetta di Capo Mortola. Giuan, con la sua enorme bocca spalancata accoglierà nella sua pancia la plastica che i frequentatori delle spiagge di Latte vi getteranno rispettando così l’ambiente. Sarà l’unico pesce che beneficerà di un pasto a base di plastica e di questo gli saranno grati i pesci in mare.
Il maestro Davide Puma così commenta la sua opera: “ La scultura dialogherà con le persone in quanto le persone stesse collaboreranno a completare l’opera depositando la plastica nel ventre del pesce. All’interno del pesce ho pensato di collocare la figura stilizzata di un uomo: l’Uomo moderno viene sommerso dalla spazzatura che lui stesso produce. Si tratta quindi di una performance, di un’opera interattiva, lo spettatore diventa lui stesso attore e creatore dell’opera, diventa artista. La scultura è in memoria di Maria Rebecca Ballestra, poliedrica artista intemelia recentemente scomparsa in giovane età, vuole omaggiare il suo lavoro, Rebecca ha creato opere, svolto performances in difesa dell’ambiente in molte nazioni del mondo. Con Giuan il pesce mangiaplastica desidero ricordare il suo impegno sempre in favore della natura e per l’ecologia. Nella mia scultura è presente un’ altra citazione, a parte il rimando a figure mitologiche e letterarie quali per esempio Giona e Pinocchio: ho voluto omaggiare lo scultore Mario Ceroli con le sue figure lignee in sagoma, di profilo, un rimando e un richiamo alle sue visioni. L’uomo all’interno del pesce rappresenta quindi l’uomo moderno che non rispetta l’ambiente, che getta in mare enormi quantità di plastica indistruttibile. I pesci mangiano la plastica ma, infine, nel ciclo della vita, l’uomo divora la plastica che lui stesso ha prodotto a dismisura”.
Giuan, il pesce mangiaplastica sarà inaugurato alla foce del Rio Latte sabato 29 agosto alle ore 19.30 dal Sindaco Gaetano Scullino alla presenza anche di altri componenti dell’amministrazione.

Sergio Pallanca