“Le strumentazioni di emergenza possono salvare la vita, in tutte le occasioni ma ancor di più nei paesi dell’entroterra. Ad aprile dello scorso anno, come Regione, grazie ad un progetto pilota del 118  abbiamo consegnato  78 defibrillatori semiautomatici a 28 comuni liguri dell’entroterra e nei rifugi alpini, individuati assieme al Soccorso alpino. Nell’ambito del progetto regionale abbiamo localizzato 16  rifugi dove collocare i DAE e 6 stazioni di soccorso alpino che in provincia di Imperia includono il rifugio Allavena e Monesi.

Al momento della consegna come oggi ribadisco che agire con rapidità  è indispensabile per salvare vite e che le  donazioni così come il sostegno regionale sono importanti e devono proseguire.

L’episodio del giovane 20enne che ha rischiato di perdere la vita a Molini di Triora ne è un esempio emblematico: ciò che poteva tramutarsi in tragedia è stato scongiurato grazie all’importanza della tempestività dei soccorsi sul posto e la stabilizzazione della persona. Le automediche, il nuovo servizio di elisoccorso con base ad Albenga, la presenza delle ambulanze: sono fondamentali per portare le persone nell’ospedale attrezzato ma già con la stabilizzazione dell’evento.  Il  comune non era tra i beneficiari della prima tranche di risorse, individuati in base alla maggior distanza dai presidi ospedalieri, ma l’attenzione dell’amministrazione e della comunità locale è stata fondamentale. Come assessore alla sanità ribadisco che questi progetti devono proseguire  per la difesa delle comunità che vivono nel nostro entroterra “.
Così interviene il vice presidente della Regione Liguria e assessore alla sanità Sonia Viale.

In provincia di Imperia i defibrillatori, con il progetto anno 2019, sono stati distribuiti fra Armo, Bajardo, Carpasio, Castel Vittorio, Cosio d’Arroscia, Mendatica, Montegrosso Pian Latte, Pornassio, Rezzo e Triora e nei rifugi alpini.