“Riteniamo francamente inopportune le dichiarazioni del Governatore della Liguria: certamente i tamponi non sono strumenti di cura. Lo sanno anche i sassi. Sono invece strumenti di diagnosi: Toti converrà che, qualora si accusino sintomi tipici da Coronavirus, prima di intasare gli ospedali, è bene sapere se si è affetti o meno. Si chiama “screening”. Cioè: “Indagine sanitaria volta a prevenire e a combattere una malattia sottoponendo a controllo vasti gruppi di persone considerate a rischio”. Ora, lo sventurato giovane di cui stiamo parlando era decisamente a rischio, soffrendo il poveretto di una malattia cronica. Se il medico curante dice di aver richiesto il test rino-orofaringeo, sono propenso a credergli. Dunque, anziché concionare (per usare un vocabolo tanto caro a questa maggioranza) di colpe altrui, fate le dovute verifiche: che cosa è andato storto? Nello specifico: non avevate dato il via alle squadre Gsat? Che (come riportato nella stessa comunicazione dell’Asl3) sono stati costituiti per assistere, quando necessario e a seguito della valutazione del medico “anche pazienti su cui debbano essere eseguiti tamponi a supporto dei Gruppi Tampone dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica Asl3″. Queste sono le domanda cui dovreste rispondere, nell’ottica di evitare future tragedie. Sono episodi come questo, e quello dello sventurato 41enne deceduto a Lavagna, a farci comprendere l’importanza della Commissione consiliare d’inchiesta”, dichiara il consigliere regionale Fabio Tosi commentando la notizia del giovanissimo genovese deceduto nella sua abitazione di via Bertora ed esprimendo altresì vicinanza a tutte le famiglie tragicamente colpite da questa pandemia.

MoVimento 5 Stelle Liguria