Coldiretti Liguria scrive alla Regione: “serve l’intervento di tutte le Istituzioni per garantire aiuti diretti e liquidità immediata alle imprese florovivaistiche, mentre continua ad essere di fondamentale importanza avviare procedure straordinarie a sostegno di tutti gli altri settori agricoli e del comparto ittico locale”

Se il riconoscimento dello Stato di Calamità da parte della Regione è stato un primo importante risultato per il sostegno delle aziende florovivaistiche colpite dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria in atto, è ora altrettanto importante ammettere che servono tutte le forze possibili per dare immediata liquidità alle imprese e favorire la futura ripresa del settore: è necessario, quindi, che vengano messe in campo misure d’emergenza anche a livello UE equiparabili allo Stato di Calamità, come previsto dall’Art. 221 del Regolamento 1308 sulla OCM (Organizzazione Comune di Mercato), in modo da avere la possibilità di accedere a fondi europei per dare ristoro alle aziende più duramente colpite.

È quanto afferma Coldiretti Liguria, nel ribadire la necessità di agire a tutti i livelli per richiedere aiuti a sostegno di uno sei settori di punta dell’economia ligure, colpito dalle conseguenze del Covid-19, a causa del perdurare della situazione di blocco dei mercati interno ed estero, con perdite che stanno mettendo in serie difficoltà le oltre 4200 imprese presenti a livello regionale. Gli stessi blocchi commerciali e di diverse attività hanno causato, inoltre, pesanti ripercussioni su tutto il comparto agricolo ed ittico locale, in special modo per i settori dell’agriturismo e della pesca per i quali  è stato chiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità, mentre per tutti è necessario  prevedere misure straordinarie per dare immediate risposte alle aziende.

“Il buon funzionamento delle filiere produttive locali – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  riveste, allo stato attuale, una valenza significativa sia dal punto di vista economico sia sociale. Diviene dunque strategico, per dare respiro al sistema e per permettere alle imprese di risollevarsi, attivare tutte quelle formule e quegli strumenti, nazionali e comunitari, a supporto dei comparti. Per questo abbiamo chiesto alla Regione di sostenere, a sua volta, il riconoscimento di misure d’emergenza per il settore florovivaistico, equiparabili allo Stato di Calamità, anche a livello Comunitario, con le quali si potrebbe accedere a fondi europei specifici vista l’eccezionalità della situazione, e come già richiesto da altri Stati, ad esempio l’Olanda. Questo, assieme alla richiesta fatta alla Regione, di una semplificazione dell’ iter burocratico e snellimento delle procedure che permetta di dare liquidità alle imprese, potrà essere un’ulteriore passo per portare il settore florovivaistico fuori dalla crisi che l’ha colpito nel momento dell’anno dove si concentra il massimo del fatturato annuo delle imprese, con la produzione e vendita di piante in vaso, fiori recisi e aromatiche.

Ci teniamo comunque a precisare – concludono Boeri e Rivarossa – che la situazione attuale pesa enormemente su tutti i settori agricoli e ittici locali ed è quindi importante un diverso approccio e “strategia di intervento” per far fronte alle perdite subite a causa del blocco della relativa operatività e del mercato di riferimento. Sotto questo punto di vista l’attenzione è necessario venga rivolta specialmente verso il settore agrituristico e quello della pesca e acquacoltura; due tasselli di primaria importanza nell’ambito del tessuto economico locale. Per questo abbiamo ribadito alla Regione la necessità che venga riconosciuto lo stato di calamità anche per questi settori, così da poter permettere l’attivazione del fondo di solidarietà nazionale. Parallelamente rileviamo come risulti essenziale mantenere elevato il grado di attenzione sull’andamento e le dinamiche economiche e commerciali di settori quali quello ortofrutticolo, olivicolo, vitivinicolo e zootecnico da carne e da latte, affinché possano essere adottate le adeguate misure in termini di sostenibilità e continuità operativa”.