Il Tamarillo (Solanum betaceum) appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è un arbusto perenne presente in Liguria da sempre, che può raggiungere anche 4 m di altezza, autoctono del Perù, del nord del Cile e dell’Argentina in zone di antiche foreste umide. Il caratteristico frutto rossastro, possiede un alto contenuto di acido ascorbico. Il Tamarillo viene chiamato anche “l’albero del pomodoro” e i suoi frutti simili proprio a pomodori ( dal gusto acidulo, sotto una buccia più spessa) sono ricchi di potassio e magnesio oltre che di vitamine antiossidanti come la A e la C. I frutti sono a forma di uovo e lunghi circa 4-10 centimetri. Il loro colore varia da giallo e arancione a rosso e quasi viola. I frutti rossi sono più aciduli , i frutti gialli e arancioni sono più dolci. La polpa ha una consistenza solida e contiene semi più più grandi di un comune pomodoro, I frutti, molto ricchi di vitamine e ferro sono poveri di calorie (circa 40 calorie per frutto). Si può utilizzare sia cucinato sia crudo, per preparare succhi di frutta, sciroppi, o creme d’accompagnamento. E’ indicato anche spremuto come un limone da aggiungere nelle insalate o verdure alla griglia e come nel nostro caso in una fresca insalata con l’aggiunta di cipolla egiziana ligure, foglie di bietole e una crema di ceci.

“Insalata di “Tamarillo” e cipolla egiziana ligure”
Ingredienti:
1 tamarillo maturo
Cipolla egiziana ligure
Foglie di bietole
Crema di ceci (Hummus)
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

Marco Damele, scrittore, imprenditore floricolo e tecnico biologico di Camporosso in provincia di Imperia, è protagonista da oltre vent’anni nel mondo della floricoltura del ponente ligure. Dai premi nazionali e internazionali ricevuti per la sua coltivazione di verde ornamentale, dopo un arricchimento professionale alla guida dei giovani agricoltori e grazie agli insegnamenti di Libereso Guglielmi, ha orientato l’attività dell’azienda sulla ricerca e coltivazione delle antiche varietà orticole, di cui per via della moda, dei gusti e della richiesta di mercato si erano letteralmente perse le tracce. In particolare ha studiato e reintrodotto la cipolla egiziana ligure (Allium cepa viviparum), diventata in poco tempo preziosa ed autentica testimone della biodiversità del Ponente ligure.Marco oggi è un contadino moderno, un custode della biodiversità, titolare di un’azienda all’avanguardia orientata al futuro che alterna alla coltivazione, anche una ricca attività di incontri e conferenze in giro per l’Italia. Per Edizioni Zem ha scritto nel 2017 e 2019 insieme alla giornalista Irina Reydes i libri “La cipolla Egiziana ” e “Una storia di agrobiodiversità del Ponente Ligure”, nel 2018 la sua prima raccolta di ricette vegetariane intitolata “Cucinare la Cipolla Egiziana” e fresco di stampa il suo ultimo libro ” Breviario di Agricoltura, biodiversità e tradizioni contadine”.