Il 25 marzo del 1300 (data concordata dagli studiosi) ebbe inizio il viaggio di Dante Alighieri nell’aldilà. Oggi, settecentoventi anni da allora, si celebra il primo Dantedì ovvero la prima giornata nazionale ad omaggiare il grande, Sommo Poeta. L’idea – sorta il 18 giugno 2017, del giornalista e scrittore Paolo Di Stefano del <<Corriere della Sera>> con il linguista Francesco Sabatini a coniare il sopradetto termine in vista delle celebrazioni del settimo centenario dalla morte di Dante nel 1321, vede appunto tale giornata istituita dal Governo su proposta del Ministero per i Beni e le attività culturali nella persona di Dario Franceschini. 

Ciò, riportato da noi di RivieraPress, quanto ricordato e sottolineato dalla trentenne Studiosa indipendente ed artista imperiese Giulia Quaranta Provenzano che afferma tuttavia <<Certamente oggi che l’Italia, e il mondo tutto sta vivendo una situazione tragica e d’emergenza l’unione si dimostra valore imprescindibile e nobile. In tal attualità più che mai, forse, molti sentono necessario evidenziare il bello d’una nazione – quella italiana – che non si è mai data per vinta e i cui geni sono emblema ed orgoglio: Alighieri uno di questi, del quale il Paese è ricco>>. 

Poi la ligure prosegue <<Mi auguro però che le tante letture individuali ed al contempo collettive, in streaming etc. d’oggi per esempio non siano un coinvolgimento di facciata, né sporadico, in un tempo che non propone molti altri impegni a coloro che si trovano a casa tra lezioni a distanza, videochiamate e chat …Sì, qualcuno sosterrà che Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante rappresenta l’idea stessa di Italia ma Dante non è soltanto adesso, Dante è da sempre e sempre e allora si cominci ad amare, ad aver cura della patria, della propria terra e delle sue tradizioni ad identificarla ogni dì e non quando non si è ad un bivio, non cioè unicamente allorché costretti in un presente di stop, in un momento di or ferma corrente>>.