Censimento piante selvatiche urbane, promozione e competenza alla base della tutela e manutenzione del nostro verde pubblico e del nostro territorio. Lo studio delle piante selvatiche o “erbacce” rappresenta uno strumento dibiomonitoraggio ambientale dello stato di salute delle nostre città.
Sono in mezzo a noi, vivono quotidianamente in simbiosi alle nostre abitudini , ma nella maggior parte dei casi ci passano inosservate e non capiamo l’importanza che la conoscenza delle erbe selvatiche può rappresentare per l’uomo. Un proliferare di cespugli spontanei che comunemente chiamiamo “erbacce” hanno ripreso i loro spazi sui marciapiedi, ai bordi delle strade, riempiendo aiuole o semplicemente dove sono riuscite a trovare un pezzo di terra per poter crescere indisturbate dallo smog, dal traffico o dalla vita umana. Pensare all’idea di un censimento urbano delle piante selvatiche che possiamo trovare ogni giorno uscendo di casa. Esiste un microcosmo cittadino costituito da una grande varietà di erbe, piante e fiori, con un immensa ricchezza vegetale che racchiude una preziosa ed utile risorsa per l’uomo. Ovviamente non stiamo parlando per scopo alimentate, ma se iniziamo a conoscere le piante  selvatiche urbane, possiamo conoscere lo stato di inquinamento e salute di un terreno e impararne le caratteristiche che hanno e durante le nostre passeggiate nei prati, o nei boschi dove la mano dell’uomo non ha ancora preso totalmente il sopravvento incominciare a raccoglierle ed usarle . La natura non fa nulla per caso; per lo meno non fa quasi mai le cose senza una buona ragione e le “erbacce urbane” possono rappresentare una grande fonte di insegnamento. 
I giardini, gli spazi verdi urbani rappresentano il primo e più importante biglietto da visita della città, avendo il compito di offrire un’oasi di natura, di storia , di relax e di svago sostenibile all’interno dei centri abitati. La città quindi dovrebbe svilupparsi e sviluppare la promozione partendo proprio dai tesori botanici e storici che nel corso dei secoli personaggi illustri hanno caratterizzato la nascita della cultura del verde urbano.
E’ fondamentale prima di tutto iniziare a pensare ad uno studio di valutazione sullo stato del verde pubblico con l’introduzione di un censimento della flora presente nei giardini e delle aiuole , principalmente delle piante, erbe  e degli alberi presenti, in un’ottica di studio della biodiversità e dello stato di salute ” verde ” , facilitando una manutenzione complessiva degli spazi e un’azione tempestiva di cura e soluzione dei problemi attraverso una mappatura periodica . Conoscere le piante presenti ( indicandone il nome con apposite targhe di riconoscimento)  ci aiuterà a capire e programmare lo sviluppo futuro di ogni area verde. 
Marco Damele, perito agrario, scrittore, agrichef e tecnico biologico e di Camporosso in provincia di Imperia, è protagonista da oltre vent’anni nel mondo della floricoltura del ponente ligure. Dai premi nazionali e internazionali ricevuti per la sua coltivazione di verde ornamentale, dopo un arricchimento professionale alla guida dei giovani agricoltori, ha orientato l’attività dell’azienda sulla ricerca e coltivazione delle antiche varietà orticole, di cui per via della moda, dei gusti e della richiesta di mercato si erano letteralmente perse le tracce. In particolare ha studiato e reintrodotto la cipolla egiziana ligure (Allium cepa viviparum), diventata in poco tempo preziosa ed autentica testimone della biodiversità del Ponente ligure.
Marco oggi è un contadino moderno, un custode della biodiversità, titolare di un’azienda all’avanguardia orientata al futuro che alterna alla coltivazione, anche una ricca attività di incontri e conferenze in giro per l’Italia. Per Edizioni Zem ha scritto nel 2017 e 2019 insieme alla giornalista Irina Reydes i libri “La cipolla Egiziana ” e   “Una storia di agrobiodiversità del Ponente Ligure”,  nel 2018 la sua prima raccolta di ricette vegetariane intitolata “Cucinare la Cipolla Egiziana” e fresco di stampa il suo ultimo libro ” Breviario di Agricoltura, biodiversità e tradizioni contadine”.