CNA Balneari della Provincia di Imperia si è riunita in Assemblea alcuni giorni fa per fare il punto su importanti temi che incidono sul destino del turismo balneare ligure, condizionandolo.
Nel corso dell’incontro, partecipatissimo da concessionari e gestori di stabilimenti balneari, si sono analizzati i principali fattori di incertezza e preoccupazione.

Per quanto attiene alle concessioni demaniali marittime è urgente che i Comuni procedano speditamente al rilascio ai titolari dei titoli con la fissazione della scadenza al 2033, come da legge di bilancio 2019. Questo per non vanificare gli effetti positivi che la norma intende perseguire: favorire la ripresa di un settore da troppi anni avvilito, permettere investimenti restituendo il diritto a pianificare la propria vita imprenditoriale nell’ottica della sua continuità. In tal proposito si è analizzato il contenuto della recente circolare MIT pubblicata sul sito Mondobalneare e diramata dal Ministero per dare notizia della intervenuta sentenza della Sezione V del Consiglio di Stato sul tema della durata delle concessioni.
La circolare si esprime con grande chiarezza rispetto alla tutela del legittimo affidamento ed alla buona fede dei concessionari che intrapresero questo mestiere prima dell’entrata in vigore della direttiva Bolkestein. Il rispetto di questo principio del diritto eurounitario rende applicabile il prolungamento della durata delle concessioni.

“Da sempre sosteniamo che la questione balneare italiana debba risolversi attraverso il cosiddetto doppio binario, da un lato la tutela delle imprese che sorsero ed hanno acquisito diritti in buona fede, confidando e fidandosi delle norme in allora vigenti e dall’altro le procedure conformi alla direttiva per nuove concessioni ed aree da assentire”, afferma Cristiano Tomei, coordinatore nazionale di CNA Balneari, presente all’assemblea.

Per quanto concerne le spiagge libere attrezzate con preoccupazione i gestori guardano al futuro: le indicazioni dell’art. 6 Linee Guida regionali per la gestione delle Spiagge Libere e Libere Attrezzate pongono un limite all’Ente pubblico concessionario in ordine alla facoltà di richiedere un corrispettivo dal gestore. Il corrispettivo deve essere finalizzato all’ammortamento nel periodo di gestione stabilito delle spese effettuate e al recupero di quelle per la manutenzione. Nei fatti però il corrispettivo, in alcuni Comuni, è diventato una cifra insostenibile a fronte di un totale disimpegno da parte dell’Ente che, disattendendo le linee guida, carica ogni onere relativo agli investimenti da effettuare in attrezzature, ogni onere relativo ai manufatti, in capo al gestore privato.
In ultimo grande preoccupazione è stata espressa per i fenomeni meteomarini avversi la cui intensità e violenza si stanno progressivamente intensificando: concessionari e gestori lanciano un appello affinché ogni ente competente intervenga con misure straordinarie per la prevenzione e la tutela della costa e degli arenili: occorrono investimenti importanti in protezioni a mare e ripascimenti. Non può essere spazzato via un intero settore produttivo tanto rilevante per la nostra Regione e purtroppo non si può attendere. E’ urgente.

Le opere esistenti sono gravemente compromesse inoltre occorre immaginarne di nuove perché i fenomeni attuali esulano da quanto fosse prevedibile, l’intero sistema di regimentazione e gestione delle acque piovane così come quello di difesa dalle mareggiate mostra limiti ed appare sottodimensionato rispetto alle sollecitazioni cui è sottoposto da continui stati di allerta e emergenza.