La situazione è allarmante, denuncia Confesercenti di Imperia, troppi gli affitti in nero da parte dei privati degli appartamenti turistici.
La maggioranza che affitta ai turisti, non è in regola con le norme previste dalla legge regionale, come confermato recentemente dall’assessore regionale al turismo Gianni Berrino.
“Abbiamo scritto a tutti i Sindaci della Provincia – annuncia Ino Bonello – Presidente Provinciale di Confesercenti – per chiedere ai Comuni di potenziare le loro attività di contrasto all’abusivismo nella gestione degli affitti turistici , in quanto ora spetta a loro.
In Liguria , secondo la legge regionale , è obbligatorio dal 01 agosto 2019 richiedere ed esporre sugli annunci , il codice identificativo (CITRA) per tutti gli appartamenti affittati online o tramite apposite piattaforme di annunci.
Un provvedimento-secondo Ino Bonello-che mira a responsabilizzare oltre ai proprietari degli alloggi anche gli intermediari immobiliari e punta ad avversare l’abusivismo , a stanare chi non paga le tasse.”
“ Ringraziamo – aggiunge Sergio Scibilia -segretario provinciale – l’assessore Gianni Berrino e il Presidente della Giunta Giovanni Toti , per essere stati tra le prime regioni ad aver adottato questo giro di vite sull’abusivismo nel settore degli affitti brevi.
Con questo provvedimento– conclude Scibilia- si puo’ far emergere una buona parte del sommerso e fare pagare le tasse a tutti coloro che affittano “in nero” stanze o alloggi ai turisti , aumentare gli incassi provenienti dal settore turismo sia per lo Stato che per i Comuni e dare una botta a questa “sleale concorrenza “ che subiscono quotidianamente gli operatori turistici”.
La Confesercenti ricorda che dal punto di vista fiscale, chi affitta una casa, anche su piattaforme on line o tramite intermediario, può pagare la cedolare secca con la ritenuta del 21%, o scegliere di assoggettare i redditi da locazione al regime Irpef dedotti del 5%.
Nel caso in cui ci sia l’intermediazione di un agente immobiliare o di una piattaforma online, questi soggetti trattengono il 21% del reddito totale percepito da ogni transazione e lo girano direttamente all’Agenzia delle Entrate.
“ Ora pero’ serve un’azione capillare da parte dei Comuni , che devono procedere con i controlli, iniziando da una semplice verifica a tavolino degli annunci on line di affitti di strutture , che devono avere il codicie eveidenziato , senza dovere eseguire controlli sul posto.
Per chi sgarra – conclude il presidente Bonello –la sanzione prevista è tra i 500 euro ed i 3.000 euro , cogliendo l’occasione per verificare anche l’eventuale mancato versamento della tassa di soggiorno comunale”.