Con la seconda edizione de “La Musica Anima Pigna”, si aprono le porte a quello che sarà un grande avvenire culturale per il paese dell’entroterra.

I tre giorni di manifestazioni culturali che hanno animato Pigna lo scorso week-end, si sono conclusi in un trionfo.

Per il sindaco di Pigna, Roberto Trutalli, non ci sono dubbi: il progetto continuerà, e anzi si ingrandirà. Particolarmente commosso sul palco alla fine della serata conclusiva del festival, dove un concerto intimo e meditativo dal titolo « A forza di essere vento » ha lasciato il pubblico senza fiato, il primo cittadino ha dato l’arrivederci al pubblico all’anno seguente con queste parole : « Vedo questa piazza, dove correvo da bambino insieme ad altri centinaia di amici, nuovamente abitata da un’anima intramontabile, quella della cultura, che col vento riporta in vita ogni cosa, i ricordi, le tradizioni, la storia. Un grande avvenire culturale si prospetta a Pigna. ».

Il binomio « arte e terra » ha quest’anno infatti emozionato il pubblico, svariato e numeroso, composto da pignaschi e da turisti, che aspettano unanimi una terza edizione. Venerdì pomeriggio, Emilie Fournier al flauto traverso e Valentina Rebaudo al clarinetto, hanno raccolto un pubblico chiaramente più numeroso rispetto alla capacità dell’antichissima loggia medievale di Pigna, per una divertente visita musico-gastronomica che ha coinvolto i presenti con aneddoti su compositori e leggende che narrano del passaggio di alcuni compositori in quel di Pigna, dove si sarebbero ispirati per le loro composizioni proprio grazie ai prodotti della terra : Emilie Fournier ha distribuito a tutti i presenti un menù, intanto che Valentina Rebaudo ne spiegava il contenuto e l’origine. La celebre aria « Largo al Factotum » del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, espressamente arrangiata per ottavino e clarinetto, ha concluso la visita in un esplosione di applausi. « Sono semplicemente bravissime ! », dice un signore « E quanto abbiamo imparato sulla nostra terra ! ». Dopo un aperitivo con prodotti locali, la piazza Castello ha ospitato una serata emozionante sulla storia della banda filarmonica L’Alpina di Pigna, diretta dal maestro Gianni Ughetto e presentata magistralmente da Pia Viale : la banda ha suonato, fra l’altro, dei brani inediti scritti proprio da musicisti pignaschi del secolo scorso. Cristoforo Allavena, detto Cristofino, pilastro del paesino di Pigna e detentore dei suoi più antichi segreti, ha raccontato poesie e aneddoti storici della banda in dialetto, facendo riaffiorare vivi ricordi nel pubblico presente. Una registrazione inedita di canti popolari degli anni 50 ha particolarmente commosso gli anziani del pubblico, che hanno potuto rivivere quei momenti, in una piazza Castello molto suggestiva, silenziosa e carica di emozioni. Sabato, un atelier di costruzione di strumenti musicali con materiali riciclati, sul modello della Recycled Orchestra del Paraguay, ha avuto un successo strepitoso, con quasi 20 bambini presenti, di Pigna e turisti : « L’atelier alla fine è durato due ore e mezza, quando invece avevo previsto che ne durasse una sola, perché i bambini erano numerosissimi e soprattutto non se ne volevano più andare ! » racconta divertita e felice Valeria Martini, musicoterapeuta, che ha curato il laboratorio. Infine, domenica sera in Piazza Castello, l’attesissimo viaggio musicale che già l’anno scorso aveva fatto parlare a lungo di sé, con Valentina Rebaudo al clarinetto, Irene Puccia al pianoforte, Bianca Bonaldi alla danza e Giovanni Perotto alla voce narrante : « A forza di essere vento » (questo il titolo del viaggio musicale di quest’anno) ha raccolto un pubblico numerosissimo nell’intimità delle parole di Giovanni Perotto, che ha letto testi ed estratti di poesie sul vento, sulla storia di alcune musiche, nate o cresciute nel vento, e su come la musica possa lasciare dei messaggi sul suo cammino, viaggiando. Un’interpretazione particolarmente ben riuscita da parte di Irene Puccia e Valentina Rebaudo della Preghiera ebraica di Ernest Bloch ha commosso il pubblico, mentre molto profonda e coinvolgente è stata la coreografia contemporanea di Bianca Bonaldi sulle note dell’Abisso degli Uccelli di Olivier Messiaen, che ha letteralmente fatto piombare Piazza Castello nel silenzio più assoluto. « Un viaggio musicale ed interiore dalla delicatezza indicibile, magistralmente presentato dalle musiciste, dalla ballerina con la leggiadria della sua danza e la voce narrante. Sono state toccate le corde più profonde del nostro animo. Grazie per questo evento tanto bello. Al prossimo anno ! » scrive una lettrice che spera, come tutti i presenti, di poter rivivere ancora questo evento.

Il bilancio, insomma, è più che positivo, a detta di Valentina Rebaudo, direttrice artistica dell’evento : « Credo che la chiave vincente di questo festival sia stata l’idea di unire tradizione e innovazione, musica popolare e musica colta. Ma soprattutto, il vero successo dell’evento è stato dato da Pigna stessa, dal fatto che il paesino sia semplicemente splendido e abbia radici storiche allucinanti, dal fatto che l’acustica naturale assolutamente perfetta di Piazza Castello abbia reso le serate così magiche, dal fatto che la gente di Pigna si dia anima e corpo nell’organizzazione di un evento, e che questo non può che portare i suoi frutti. »

Quest’anno, l’evento ha chiaramente messo in luce un incremento del pubblico e dei turisti presenti : nuovi ristoranti aprono nel centro storico, e si comincia a riscoprire Pigna e a parlare di lei da un punto di vista storico e culturale. Non ci sono dubbi, un grande avvenire culturale e turistico si prospetta per questo evento e per il paesino, e lo aspettiamo tutti con ansia !