In Europa continuano ad essere diffamati i prodotti del nostro territorio,che vanno dall’olio  extravergine d’oliva fino ai formaggi, attraverso l’inganno delle etichette a semaforo, inganno che rischia di sostenere, con la semplificazione, modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità del Made in Italy. Le grandi eccellenze del territorio ligure rischiano di venir sorpassate nella scelta dei consumatori da prodotti industriali, magari neanche consigliati per avere dieta sana.

È quanto riporta Coldiretti Liguria nel commentare la decisione della multinazionale Nestle’ di utilizzare entro il 2019 l’etichetta nutrizionale a “semaforo” nutriscore sui prodotti Nestle’ nei Paesi europei. Si tratta di una decisione intempestiva e sbagliata che cerca di condizionare il dibattito in corso nell’Unione Europea, per individuare un approccio armonizzato dopo il traffic light inglese e il nutriscore francese, ma anche quello a livello internazionale dove l’Italia ha recentemente sventato il tentativo di promuovere bollini allarmistici che avrebbero colpito le tipicità Made in Italy in una risoluzione dell’Onu.

I sistemi di etichettatura fuorvianti, discriminatori e incompleti potrebbero consolidare in Europa un sistema che esclude dalla dieta alimenti sani e naturali, da secoli presenti sulle tavole come l’olio extravergine d’oliva, per favorire prodotti artificiali di cui, in alcuni casi, non è nota neanche la ricetta.

“È inaccettabile – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri (nella foto) e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – spacciare per tutela del consumatore un sistema che cerca, invece, di influenzarlo nei suoi comportamenti d’acquisto, orientandolo a preferire prodotti di minore qualità e non indicati per la sua salute. In una dieta bilanciata l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati durante la giornaliera e non certo sullo specifico prodotto, quindi in etichetta bisogno di informazioni del consumatore sui contenuti nutrizionali deve essere soddisfatto in etichetta ma nella maniera più completa e dettagliata possibile, e soprattutto con chiarezza. È a dir poco paradossale che tra gli alimenti colpiti ci sia anche il nostro olio extravergine d’oliva, bocciato dall’etichetta a semaforo per il contenuto di nutrienti ritenuti “critici” per la salute, e in realtà pilastro fondamentale della dieta Mediterranea, una scelta alimentare riconosciuta come patrimonio Unesco”.