La ventinovenne fotografa d’arte imperiese Giulia Quaranta Provenzano in primavera è stata invitata dal Presidente dell’Accademia Santa Sara di Alessandria, Cav. Flavio De Gregorio, a partecipare all’importante Premio Quadriennale della Lupa Capitolina – Arti Visive, Anno 2019. Per l’occasione, ormai solo più ad un mese dall’uscita dei risultati relativi ai nomi ai quali saranno conferite le lauree honoris causa, l’opera della ligure dal titolo“Femminicidio” già l’è valsa la pubblicazione sul prestigioso omonimo catalogo – essendone stata apprezzata in massimo grado l’intensità artistica ed emozionale. Ad aver conquistato il sopracitato Critico d’arte anche gli scatti – della Quaranta Provenzano – “Barbarie”, “Folleggiando” e “Quello che gli uomini vogliono”. 

<<Ammetto che fui da subito entusiasta dell’invito a numero chiuso, a me rivolto, del Cav. Flavio De Gregorio a prender parte al Premio Quadriennale della Lupa Capitolina… Un’opportunità questa per tentare dentrare sempre più – con rinnovata decisione e partecipazione appunto – nella storia, in un catalogo in onore di studi letterari, artistici e scientifici che io, personalmente, ho sempre condotto con grande interesse e massima dedizione – senza mai risparmiarmi sotto alcun punto di vista>> ha affermato Giulia.

<<Debbo confessare tuttavia d’esser rimasta conquistata altresì dalla possibilità, che immediatamente intravidi, di usufruire di tale occasione per ribadire quanto reputo sia con urgenza da mutare nella società –  una società, l’attuale, ancora pesantemente e vergognosamente maschilista!>> ha aggiunto la giovane artista e Studiosa indipendente. E subito dopo, ha continuato <<Non sarà infatti di certo passato inosservato ai più, o ad ogni modo non dovrebbe passarlo, come le più alte e prestigiose cariche – in qualsiasi campo – siano ricoperte da uomini… mentre le femmine, quando non si trovano relegate all’ara domestica, rivestono comunque mansioni inferiori rispetto ai colleghi e soprattutto attinenti e maggiormentevicine alla sfera assistenziale. Tante le donne impiegate, commesse, badanti, domestiche, infermiere e non altrettante direttrici, manager, primari… E per quanto concerne la possibilità di essere riconosciute, adeguatamente quotate e stimate pittrici, fotografe, critiche, presentatrici, conduttrici, attrici la situazione non è poi migliore… una soddisfacente carriera ed un elevato reddito rimangono a tutt’oggi(fino a prova contraria!), a priori, roccaforte e presidio dei maschi>>.

<<Ecco dunque che tre su quattro delle mie fotografie d’arte, inviate all’Accademia Santa Sara, sono incentrate su tale tema – di diseguaglianza – sociale, hanno quale focus tematico l’esplicita denuncia dei soprusi patiti dal “gentil sesso” perché per chi parla è doveroso quanto meno tentare d’opporsi alla violenza – fisica e/o psicologica che sia!>>. Ed infine la Quaranta ha spiegato <<Come soggetti delle foto ho scelto alcune Barbie poiché volevo indurre a riflettere su quanto le donne vengano etichettate secondo precisi modelli idealizzati preventivamente (famoso modello quello che ha quale prototipo proprio la più famosa fashion doll, internazionale, figlia della Mattel!), secondo dei canoni che come tali sono estremamente limitanti e limitativi: “Quello che gli uomini vogliono” ne racconta parecchie, svilenti, sfumature-richieste In “Barbarie” e “Femminicidio invece una triste ed inescusabile scena di cronaca quotidiana: femmine impunemente ammazzate ed ingannate con serenate e dolci quanto false promesse, d’amore, spesso dai compagni, dai mariti, non troppo di rado dai capi – tra l’indifferenza generale d’un popolo che il patriarcato pare di continuo giustificare e legittimare… “Folleggiando”, in ultimo, è una sorta di provocazione e al contempo un invito a rispettare ed onorare la vita, a dispetto d’ogni dolore e malgrado ogni sofferenza…>>.