Martina Rossi, 20enne studentessa imperiese, all’alba del 3 agosto 2011, nell’hotel Santa Ana di Palma di Maiorca, non si suicidò, ma morì cadendo dal 6° piano per fuggire ad un tentativo di stupro. Il tribunale di Arezzo ha condannato a sei anni due giovani di Castiglion Fibocchi, Albertoni e Vanneschi, per violenza sessuale e morte come conseguenza di altro reato. Nelle motivazioni della sentenza si legge che Martina non poteva “aver preso la rincorsa” per buttarsi perché la caduta è stata verticale, a candela. Compatibile con lo scivolamento nel tentativo di raggiungere il terrazzino della stanza a fianco, da parte di una persona a piedi nudi e senza occhiali che di solito portava. Niente attenuanti generiche ad Albertoni e Vanneschi dato il comportamento dopo la morte di Martina: l’esultanza, sbirciando il fascicolo di indagine, apprendendo che “non c’è traccia di violenza sessuale” e la vacanza spagnola proseguita “senza scrupoli, spensierati, continuando a divertirsi”, come riporta “La Repubblica”.