Nata l’11 luglio, alle soglie dei trent’anni, RivieraPress ha deciso di intervistare una delle più giovani ed impegnate artiste del panorama italiano e non solo: l’imperiese Giulia Quaranta Provenzano, che a metà del 2019 ha già visto ripagata la straordinaria costanza con grandi soddisfazioni, a livello internazionale. Benché soltanto al giro di boa e ancora sei mesi vi siano davanti prima d’un bilancio definitivo, Giulia ha infatti incasellato un successo dietro l’altro  che sia a Milano piuttosto che a Venezia o a Las Palmas ed ancora a Malta dove oggi, 8 giugno, riceverà il prestigioso Premio Caravaggio.

Giulia come riesce a conciliare il suo lavoro d’ispettrice e consulente assicurativa per una grande multinazionale e l’instancabile impegno in attività artistiche così ad alto livello?<<Si dice che già Confucio sostenne: “Ama il tuo lavoro e non lavorerai mai un giorno in vita tua” – questa sì che sarebbe un’impagabile fortuna! Ebbene la mia più grande ed inesauribile Passione è l’Arte dunque quando arrivo a casa, di sera, anche molto tardi dedicarmi alla scrittura, alla poesia, a critiche letterarie o d’arti visive, alla fotografia è per me un vero piacere e non provo più stanchezza alcuna. La forza dell’amore è realmente terapeutica e miracolosa! …Certo non nego che alcune mattine mi sveglio chiedendomi dove trovo la forza per indossare stretti e pesanti panni, opposti ai miei gusti”, per afferrare la valigetta e fare chilometri per parlare di finanza (e non di rado combattere con il fastidio delle persone, con porte chiuse in faccia a priori perché esasperate magari dalle continue telefonate di anonimi operatori a offrire servizi senza alcuna professionalità, forse pure in un italiano mal masticato) ma subito mi rendo conto che, messo da parte l’orgoglio per i titoli conseguiti e i sacrifici fatti da sempre, se non mi auto incentivo io per prima è impossibile ottenere risultati, per non essere licenziata – e a me serve avere un lavoro per poter portare avanti le uniche attività che davvero mi fanno sentire felice; mi serve uno stipendio per non cecchinare quel sogno di bambina, che voleva entrare nel mondo dello spettacolo, della  cultura, dell’arte. Poi sì, è anche una sfida con me stessa, è un testare i miei limiti benché io sappia cosa mi fa sorridere e cosa mortifichi invece le mie aspirazioni… ad ogni modo mi ripeto che non invecchierò a caccia di firme, che anzi – se saprò non demordere – un giorno sarò io a mettere autografi… o almeno ci avrò provato>>.

Come nascono queste sue Passioni, questo amore per l’universo creativo? <<Le ritengo innate perché in verità non le ho scoperte d’improvviso né sono state in me indotte da precursori in famiglia: ho sempre adorato, per esempio, guardare Pretty Woman e bearmi allora inconsapevolmente della rivincita sociale della bella Vivian(tema questo al quale sono estremamente sensibile a tutt’oggi). Non riuscivo a capacitarmi – e mi inferocivo – della spocchiosa arroganza delle negozianti di Rodeo Drive e dell’avvocato di Edward, Philip Stuckey fermi solamente all’apparenza. Mimavo spezzoni di pellicola e ridevo a squarciagola per la scena, nel ricercato ristorante, delle “Stronze lumachine” sfuggito all’impacciata quanto elegante Julia Roberts. Inoltre mi ha sempre entusiasmato scrivere, condurre ricerche su argomenti vari, disegnare sia con delicati pastelli che con colorati e sgargianti pennarelli, brillantini, perline e fiori… e a sei anni a scattare la prima foto con una macchina tutta mia! …Devo ammettere non di meno che, dopo alcune delusioni affettive e scolastiche, legate alla mia indole introspettiva e ad un carattere fortemente riservato e pudico si è scatenato in me il desiderio d’una rivincita: ho iniziato a sperare con maggiore intensità e dedizione di poter diventare qualcuno d’influente anche per una sorta di contropartita e riscatto, per dimostrare che mi caratterizzavo per alcuni pregi precisi e che, a dispetto dei tanti raccomandati e di povere “meretrici”, io non sarei mai scesa a compromessi per farmi valere in quanto il mio corpo e la mia mente non sono proprietà calpestabili, non sono mezzo per alcuna rapida “arrampicata”>.

Nel suo futuro cosa vede? <<Non ho la sfera di cristallo e probabilmente, avendone la possibilità, non ne usufruirei neppure: le sfide mi elettrizzano e stimolano, l’effetto sorpresa mi emoziona con la magia del nullaèdavveroimpossibile, se lo si persegue con onestà, tenacia e determinazione… e, comunque, un pizzico di fortuna consistente nel trovarsi – però pronti – al momento giusto, nel posto giusto… Poi, credo che il segreto sia tutto lì: ambire e dedicarsi al raggiungimento di almeno due gradini più in alto di dove si vuole arrivare, così da ovviare ad imprevisti e propri limiti materiali! Io, personalmente, da marzo ho deciso di seguire il mio cuore: ove esso mi porterà, mi troverete…>>